Cagliari, 25 settembre 2021 - Ha passato una notte nel carcere di Bancali l’ex presidente della Generalitat de Catalunya, ed europarlamentare, Carles Puigdemont, 58 anni, arrestato l’altra sera al suo arrivo all’aeroporto di Alghero in esecuzione di un controverso mandato di cattura internazionale emesso due volte dalla Spagna nei suoi confronti con le accuse di ribellione, sedizione e appropriazione indebita di denaro. La giudice della Corte di appello di Sassari, Plinia Azzena – accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale Gabriella Pintus – ha rimesso in libertà il politico catalano fissando la data del 4 ottobre per l’udienza di estradizione che la Spagna ha subito...

Cagliari, 25 settembre 2021 - Ha passato una notte nel carcere di Bancali l’ex presidente della Generalitat de Catalunya, ed europarlamentare, Carles Puigdemont, 58 anni, arrestato l’altra sera al suo arrivo all’aeroporto di Alghero in esecuzione di un controverso mandato di cattura internazionale emesso due volte dalla Spagna nei suoi confronti con le accuse di ribellione, sedizione e appropriazione indebita di denaro. La giudice della Corte di appello di Sassari, Plinia Azzena – accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale Gabriella Pintus – ha rimesso in libertà il politico catalano fissando la data del 4 ottobre per l’udienza di estradizione che la Spagna ha subito richiesto. Su Puigdemont però non pesa alcuna misura cautelare e quindi è libero di muoversi come vuole. Se il 4 ottobre non si presenterà in tribunale, verrà emesso un avviso di ricerca sul territorio nazionale e se questo dovesse risultare negativo la causa verrebbe automaticamente sospesa. Perciò, in questo periodo di tempo potrà lasciare l’Italia.

Puigdemont libero, udienza per l'estradizione il 4 ottobre

Quali manovre metterà in campo l’indipendentista catalano – che in Spagna non può rientrare – non si sa. Lui appena lasciato il carcere sassarese – al cui esterno lo aspettava il presidente della Regione, Christian Solinas – ha dichiarato di stare bene twittando che "la Spagna non perde mai l’occasione di dimostrarsi ridicola". A Barcellona, la notizia dell’arresto è stata accolta da veementi proteste e domani ci sarà una manifestazione a difesa dell’ex presidente.

La vicenda politica di Puigdemont coincide con il momento di maggiore crisi istituzionale fra Madrid e Barcellona. Nominato il 12 gennaio 2016 con la sua Junts pel Sí alla guida della Catalogna succedendo al socialista Artur Mas – anch’egli indipendentista ma più moderato – l’ex giornalista aveva spinto sull’acceleratore dell’indipendenza avendo dalla sua l‘appoggio di altri movimenti separatisti europei, come gli scozzesi, ma anche molti leghisti italiani. La svolta fu il referendum del 1° ottobre 2017 non autorizzato da Madrid. Il voto popolare disse secessione, ma alle urne andarono in pochi. Puigdemont il 27 ottobre proclamò ugualmente l’indipendenza della Catalogna – che da sola produce il 18,4% del Pil spagnolo – scatenando la reazione di Mariano Rajoy. Il premier commissariò la Comunità autonoma, destituì Puigdemont che fuggì in Belgio con quattro consiglieri.

Da allora la vicenda giudiziaria si è fatta molto complessa. La Spagna aveva ritirato le accuse per poi ripresentarle, Puigdemont ha potuto quindi godere dell’immunità di europarlamentare revocata però dopo un voto in aula e confermata con qualche distinguo il 30 luglio dal Tribunale internazionale. Sono gli Stati, in pratica, che devono decidere se eseguire la richiesta di arresto che le autorità spagnole considerano ancora valida. Più volte è stato arrestato, ma è sempre tornato libero. Adesso la patata bollente è toccata all’Italia. All’aeroporto di Alghero erano presenti anche poliziotti spagnoli che hanno "visionato" il fermo con i colleghi locali. Il governo di Madrid ha manifestato "il rispetto delle decisioni delle autorità italiane, come sempre ha fatto con i tribunali spagnoli ed europei che hanno preso risoluzioni nei provvedimenti giudiziari che riguardano il signor Puigdemont". Il leader catalano Pere Aragonès ha espresso solidarietà con il predecessore e ha detto che, se necessario, arriverà in Sardegna.