A quasi quattro anni esatti dal referendum autoproclamato per l’indipendenza della Catalogna – era infatti il primo ottobre 2017 –, il braccio di ferro fra Madrid e Barcellona rischia di esplodere in un caso diplomatico ben al di là dei confini iberici. Infatti Carles Puigdemont, ex presidente della Generalitat de Catalunya, leader degli indipendentisti che 4 anni fa votarono in massa per proclamare la loro repubblica, è stato arrestato nella serata di ieri in Italia, più precisamente ad Alghero. Nella città del nord della Sardegna, detta la Barceloneta sarda,...

A quasi quattro anni esatti dal referendum autoproclamato per l’indipendenza della Catalogna – era infatti il primo ottobre 2017 –, il braccio di ferro fra Madrid e Barcellona rischia di esplodere in un caso diplomatico ben al di là dei confini iberici. Infatti Carles Puigdemont, ex presidente della Generalitat de Catalunya, leader degli indipendentisti che 4 anni fa votarono in massa per proclamare la loro repubblica, è stato arrestato nella serata di ieri in Italia, più precisamente ad Alghero. Nella città del nord della Sardegna, detta la Barceloneta sarda, si parla infatti catalano e la stessa Generalitat ha una delegazione ufficiale: qui Puigdemont, 58 anni, era stato invitato all’Adifolk, festa della cultura catalana, come ospite d’onore ed è stato arrestato dalla polizia di frontiera, che lo ha portato nel commissariato dell’aeroporto della città e poi in carcere a Sassari.

L’ufficio di Puigdemont ha confermato l’arresto con un comunicato e ha spiegato che l’ex presidente catalano sarà messo oggi a disposizione della Corte d’appello di Sassari, che ha la competenza per decidere se rimetterlo in libertà o procedere alla sua estradizione in Spagna. Lo scorso 30 luglio il tribunale dell’Unione europea aveva confermato la revoca dell’immunità parlamentare per Puigdemont, che è ricercato per sedizione dalle autorità spagnole in merito appunto al tentativo di secessione della Catalogna nel 2017.

Puigdemont, considerato tuttora dagli indipendentisti il presidente dell’autoproclamata ReCatalana", ex giornalista, era stato eletto presidente della Generalitat nel gennaio 2016, giurando fedeltà solo al popolo catalano e non al re Felipe VI né alla Costituzione spagnola. Sebbene inizialmente contrario a un referendum sull’indipendenza, successivamente cambia idea e organizza appunto la convocazione di una consultazione popolare, non riconosciuta da Madrid né internazionalmente. Il primo ottobre di quattro anni fa, in un clima di tensione altissima con il governo spagnolo, oltre il 90% dei catalani votanti si è espresso per l’indipendenza.

Per questo, il leader catalano è stato accusato da Madrid di sedizione e ribellione, ed è scappato in Belgio per sfuggire all’arresto. La Spagna emette più di un mandato di arresto europeo e Puigdemont viene fermato nel 2018 in Germania. Ma la stessa giustizia spagnola ha cambiato idea sulle sorti dell’ex president e tra il 2018 e il 2019 ha ritirato il mandato d’arresto e infine dichiarato candidabile al Parlamento europeo Puigdemont. Che, eletto il 26 luglio 2019, ha goduto dunque dell’immunità parlamentare, almeno fino a quando, appunto il 30 luglio scorso, la Corte di Lussemburgo ha revocato lo status, aprendo la strada all’estradizione. "Il fermo – ha sottolineato l’avvocato Gonzalo Boye – è stato eseguito in base a un ordine di arresto internazionale sospeso".

red. est.