Il killer in carcere. I genitori in lacrime abbracciano Filippo: "Non ti lasciamo solo"

Un’ora di visita a Verona. I coniugi non vedevano il figlio da 22 giorni. Turetta: "Grazie, perdonatemi se potete". In cella legge gialli e romanzi.

Il killer in carcere. I genitori in lacrime abbracciano Filippo: "Non ti lasciamo solo"

Il killer in carcere. I genitori in lacrime abbracciano Filippo: "Non ti lasciamo solo"

"Grazie per essere venuti a trovarmi, vi prego perdonatemi": alla fine l’incontro della famiglia Turetta, rinviato mercoledì scorso, è avvenuto di domenica: meno di un’ora per un forte e sentito abbraccio, lacrime e qualche parole di conforto in un’area protetta del carcere di Montorio dove Filippo è in attesa di giudizio, per il momento recluso in infermeria. Il padre Nicola e la madre Elisabetta Martini sono arrivati verso mezzogiorno e un’ora dopo hanno lasciato la struttura ancora visibilmente commossi. Filippo aveva espresso più volte, tornato in manette dalla fuga in Germania, di vedere i genitori e sperava di farlo già all’indomani dell’interrogatorio di garanzia davanti alla gip Benedetta Vitolo che si è tenuto martedì.

La famiglia aveva ricevuto il nulla osta del pm Andrea Petroni, ma poi l’avvocato Giovanni Caruso aveva convinto Elisabetta e Nicola di soprassedere: sia loro sia il figlio avrebbero avuto bisogno di un ulteriore supporto psicologico e il legale non voleva affaticare emotivamente il giovane omicida reo confesso di Giulia Cecchettin in vista dell’interrogatorio ben più probante con il sostituto che conduce le indagini. E infatti in quel caso sono state 9 le ore di intenso contraddittorio nella giornata di venerdì. Sia il figlio sia i genitori hanno avuto così qualche giorno in più per affinare le armi psicologiche. A quanto si apprende da fonti del carcere l’incontro è stato affettuoso e alla fine il ragazzo – che compirà in cella i 22 anni il prossimo 18 dicembre – è apparso sollevato: "Non mi sento più solo", ha detto. Da parte loro Nicola ed Elisabetta "sono apparsi provati ma hanno mantenuto un contegno normale" dicono le fonti. Filippo ha cercato di spiegare ai suoi che cosa aveva in mente in quei 22 minuti in cui è passato da figlio modello ad assassino.

Turetta vuole continuare gli studi e raggiungere quella laurea in ingegneria biomedica che Giulia avrebbe avuto giovedì 16 novembre se non fosse stata uccisa cinque giorni prima ("ma non l’ho fatto per quello" ha detto al pm). La biblioteca del carcere gli ha fornito dei libri, ma non è chiaro chi abbia scelto i titoli, forse lo stesso procuratore.

Sul comodino accanto alla branda ci sono ’La figlia del capitano’ di Aleksandr Puskin e un giallo di Agatha Christie. Nel romanzo dello scrittore russo trionfano sia l’amore conteso sia la giustizia e in qualsiasi racconto della scrittrice inglese la verità viene sempre a galla in tutti i gli aspetti criminologici e psicologici. Non è stato fissato un nuovo interrogatorio di Filippo. Il pm Petroni vuole attendere i risultati dell’autopsia e gli esami del Ris sull’auto che non tornerà in Italia prima di una settimana. Al momento non ha fretta nel contestare l’aggravante della premeditazione, ma lo farà; la difesa si prepara ad arginare la richiesta di ergastolo con consulenze psichiche di parte.

Riccardo Jannello