di Roberto Giardina È morto a Mosca a 98 anni, George Blake, la doppia spia che beffò il servizio segreto britannico, quello di James Bond e John Le Carré, invincibile solo nei romanzi. "Era un eroe, un grande professionista, che salvò la pace, al tempo della guerra fredda", ha dichiarato Vladimir Putin, che nel 2007 gli aveva conferito la "medaglia dell’amicizia", la più alta onorificenza russa. Georg Behar, questo il suo vero nome, era nato a Rotterdam l’11 novembre del 1922, il padre era di origine egiziana, la madre ebrea. Durante la guerra combatte con i partigiani contro i nazisti, e...

di Roberto Giardina

È morto a Mosca a 98 anni, George Blake, la doppia spia che beffò il servizio segreto britannico, quello di James Bond e John Le Carré, invincibile solo nei romanzi. "Era un eroe, un grande professionista, che salvò la pace, al tempo della guerra fredda", ha dichiarato Vladimir Putin, che nel 2007 gli aveva conferito la "medaglia dell’amicizia", la più alta onorificenza russa.

Georg Behar, questo il suo vero nome, era nato a Rotterdam l’11 novembre del 1922, il padre era di origine egiziana, la madre ebrea. Durante la guerra combatte con i partigiani contro i nazisti, e viene arruolato dal MI6, il servizio segreto, incaricato di reclutare agenti nell’Europa orientale. Il giovane George faceva già il doppio gioco? Secondo quanto raccontò nelle memorie, passò "dall’altra parte" quando, inviato in Corea, fu testimone dei criminali bombardamenti Usa sui villaggi coreani. Blake fu catturato dai nordocoreani e liberato solo dopo tre anni, nel 1953. Secondo i suoi capi a Londra, i comunisti lo sottoposero al lavaggio del cervello per convincerlo a tradire. "Ridicolo – smentì lui – io scelsi liberamente la parte giusta". Come in un romanzo, negli Anni Cinquanta lo inviarono a Mosca come doppio agente: avrebbe dovuto fingere di tradire, mentre in realtà lavorava già per il Kgb. Nel 1955 svelò la Operation Gold, "il tunnel delle spie". Statunitensi e britannici scavarono una galleria per collegarsi alle linee telefoniche sovietiche a Berlino Est. Il 22 aprile, gli occidentali trovarono il tunnel presidiato da russi e Vopos della Ddr (Ian McEwan ha scritto sulla vicenda il romanzo Lettera a Berlino). "Il Kgb sapeva dei piani della Cia già prima che si scavasse il primo metro – raccontò –, ma si preferì lasciare lavorare per mesi gli occidentali, per beffarli alla fine". Blake rivelò l’identità di circa 500 agenti in servizio nell’Europa orientale, quelli che aveva reclutato anni prima, e di una quarantina di agenti britannici. Nel 1961, fu tradito a sua volta da Michel Golenievski, un doppio agente polacco, e condannato a 42 anni di prigione. Sperò invano di venire liberato in uno scambio di spie tra Est e Ovest, e nel ’66 riuscì a evadere dal carcere di Wormwood Scrubs, con l’aiuto di un gruppo di pacifisti e di terroristi irlandesi. In un camper, Blake, sua moglie e i tre figli, furono traghettati in Belgio, poi portati fino al confine tra le due Germanie. George lasciò la famiglia e passò da solo il muro a Berlino: chi abbandonava il settore ovest non veniva controllato perché non si riconosceva l’esistenza della Ddr. In salvo a Mosca, divorziò e cominciò una nuova vita.

"Non sono un traditore – si difese – per tradire bisogna avere appartenuto al servizio occidentale, io ho servito sempre il comunismo". Il Kgb gli concesse una pensione, e Blake scrisse le memorie dal titolo No other choice, nessun’altra scelta. L’editore britannico gli versò 60mila sterline d’anticipo, poi Londra bloccò i diritti d’autore. Nel ’69, la tv tedesca girò un film sulla sua vita.