"La violenza è sempre da condannare, ma costruire il rispetto è un processo educativo: bisogna che tutta la società si svegli. Il rispetto per le donne si impara fin da piccoli. Cosa è andato storto e come si può rimediare? Anche facendo seriamente educazione sessuale nelle scuole. Il rispetto per le donne va...

"La violenza è sempre da condannare, ma costruire il rispetto è un processo educativo: bisogna che tutta la società si svegli. Il rispetto per le donne si impara fin da piccoli. Cosa è andato storto e come si può rimediare? Anche facendo seriamente educazione sessuale nelle scuole. Il rispetto per le donne va imparato. C’è carenza di educazione sessuale, i ragazzi consumano pornografia sui social senza rendersi conto della misoginia, con tutti i danni che questo comporta". Lo afferma il pedagogista Daniele Novara (foto), fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti.

Cosa scatta nella mente del branco?

"Mi viene in mente una frase: quello che è criminale in tempo di pace diventa eroismo in tempo di guerra. È un concetto che si presta bene a questo tipo di situazioni, in cui il gruppo legittima azioni che il singolo individuo non farebbe mai. È vero anche il contrario, cioè il gruppo può fermare azioni di un singolo. In questo caso, ha liberato i freni inibitori legittimando un’azione contraria alle regole del vivere civile. Ha creato regole sue, di trasgressione, criminali. Nella mente scatta questo pensiero: ‘non è giusto quello che è giusto ma è giusto quello che fanno gli altri. Non è sbagliato, se lo fa il gruppo’".

Come spiega il fenomeno?

"La responsabilità è anche nostra: tutti siamo chiamati a costruire una società in cui le persone non solo rispettino le leggi ma diventino cittadini. Quanti di questi ragazzi hanno frequentato la scuola? E fino a quando? Il “branco“ nasce anche dallo scollamento dalla società".

Marianna Vazzana