Il controllo del Green pass a una professoressa prima di entrare a scuola
Il controllo del Green pass a una professoressa prima di entrare a scuola
Il governo, in attesa della stretta più drastica annunciata da Mario Draghi per la settimana prossima, vara il Green pass soft: che diventa obbligatorio, a partire dal 10 ottobre prossimo, per tutti coloro che varchino la soglia di una scuola o di una università, addetti alle mense e alle pulizie ma anche genitori e fornitori (con eccezione degli studenti minorenni). E questo mentre viene esteso ai lavoratori delle Rsa l’obbligo di vaccinazione che oggi già vale per medici e infermieri. Con sanzioni per tutti gli indampienti: a vigilare dovranno essere "i dirigenti scolastici e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche", con multe da 400 a 1000 euro per i trasgressori,...

Il governo, in attesa della stretta più drastica annunciata da Mario Draghi per la settimana prossima, vara il Green pass soft: che diventa obbligatorio, a partire dal 10 ottobre prossimo, per tutti coloro che varchino la soglia di una scuola o di una università, addetti alle mense e alle pulizie ma anche genitori e fornitori (con eccezione degli studenti minorenni). E questo mentre viene esteso ai lavoratori delle Rsa l’obbligo di vaccinazione che oggi già vale per medici e infermieri. Con sanzioni per tutti gli indampienti: a vigilare dovranno essere "i dirigenti scolastici e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche", con multe da 400 a 1000 euro per i trasgressori, controllori inclusi. E con la sospensione dal lavoro e dallo stipendio per i non vaccinati nelle Rsa.

È lo stesso premier a promettere che "a breve" arriverà un allargamento più ampio, che potrebbe riguardare i lavoratori del pubblico e del privato, con un approccio che sarà probabilmente "graduale", in più step. Ma ogni passaggio si annuncia tutt’altro che indolore. In Consiglio dei ministri, infatti, nessuno, neanche dalla Lega, alza il dito per opporsi all’estensione, ma alla Camera i maldipancia e i distinguo leghisti si fanno sentire. Matteo Salvini, dopo il via libera del governo a una manciata di ordini del giorno del suo partito (a cominciare dalla proroga del blocco delle cartelle esattoriali) dà infatti indicazione di votare sì al primo decreto legge sul Green pass, che ha disciplinato il certificato verde.

Il provvedimento viene approvato e passerà adesso al Senato per il via libera definitivo blindato, senza modifiche. Ma lo vota solo un terzo dei deputati leghisti, con un dato che dal partito sminuiscono ma che sembra far emergere una spaccatura interna profonda. "È un dato proporzionale a quello degli altri", minimizza Salvini, ma i governisti fremono.

Certo è che la via è tracciata, come ricorda Draghi al tavolo del Cdm: il Green pass diventerà probabilmente obbligatorio – ma si sta ancora discutendo con sindacati e associazioni imprenditoriali – nella gran parte dei luoghi di lavoro pubblici e privati. Per poi arrivare all’introduzione dell’obbligo vaccinale? Troppo presto per parlarne: tutto dipenderà dalla soglia di somministrazioni (90% della popolazione è l’asticella) che si riuscirà a raggiungere nel prossimo mese. "Non abbiamo paura di dire che l’obbligo è una opzione in campo", dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza. Una posizione agli antipodi di quella di Salvini, che all’obbligo si oppone strenuamente. Ma che, dopo il colloquio con Draghi, ha comunque ottenuto il via libera a un pacchetto di sei ordini del giorno, che impegnano l’esecutivo all’estensione di validità a 72 ore del tampone, al riconoscimento dei test salivari, a indennizzare chi sia danneggiato dal vaccino, a riconoscere le cure monoclonali, a ridurre ancora i costi dei tamponi. Passa a larga maggioranza anche la richiesta di un nuovo stop alle cartelle. E l’ordine del giorno come quello del Pd, sostenuto dal ministro Dario Franceschini con una lettera a Draghi, per ampliare la capienza di pubblico a concerti e spettacoli, con obbligo del Green pass.

Ora lo scontro promette di spostarsi sul secondo decreto Green pass, che ha imposto l’obbligo per la scuola e per i trasporti di lunga percorrenza, che è in commissione alla Camera e che dovrebbe fondersi, attraverso un emendamento, con il dl approvato ieri in Cdm per personale scolastico e Rsa.