Il segretario della Cisl Luigi Sbarra (Ansa)
Il segretario della Cisl Luigi Sbarra (Ansa)
L’appuntamento è fissato per mercoledì 5. Il Consiglio dei ministri varerà il Super Green pass per i lavoratori. Che cosa ne pensa la Cisl? "Voglio ricordare – avvisa il segretario Luigi Sbarra – che la Cisl fin dal mese di agosto ha sostenuto senza equivoci e tentennamenti che la strada migliore sarebbe l’introduzione per legge dell’obbligo vaccinale per tutti. Noi restiamo di questa opinione. Come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine d’anno, i vaccini rappresentano la difesa che consente di...

L’appuntamento è fissato per mercoledì 5. Il Consiglio dei ministri varerà il Super Green pass per i lavoratori.

Che cosa ne pensa la Cisl?

"Voglio ricordare – avvisa il segretario Luigi Sbarra – che la Cisl fin dal mese di agosto ha sostenuto senza equivoci e tentennamenti che la strada migliore sarebbe l’introduzione per legge dell’obbligo vaccinale per tutti. Noi restiamo di questa opinione. Come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine d’anno, i vaccini rappresentano la difesa che consente di ridurre in misura decisiva i rischi per sé e per gli altri. Dire sì al vaccino significa dire sì alla vita. Il Green pass rafforzato è sicuramente uno strumento utile che può spingere ulteriormente la campagna di diffusione del vaccino e rendere più sicuri tutti i luoghi di lavoro. Non ci sottrarremo ad un confronto responsabile con il governo anche su questo tema".

Perché voi siete direttamente per l’obbligo vaccinale?

"Per una ragione. L’andamento dei contagi mette a rischio non solo la tenuta del nostro sistema sanitario ma la stessa ripartenza del Paese. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo per salvare le vite ed evitare le conseguenze disastrose di eventuali lockdown. In molti settori è stato già introdotto l’obbligo vaccinale, come la sanità, la scuola, la sicurezza, per chi lavora per le Rsa. Sarebbe dunque logico estendere l’obbligo a tutti i cittadini sopra i 18 anni, come stanno pensando di fare altri Paesi europei. L’Italia potrebbe fare da apripista e dare un segnale forte di responsabilità e di coraggio a tutta la comunità internazionale".

Come dovrebbe essere organizzata la nuova fase se si arriva anche solo al Super Green pass?

"Vedremo quale strada ci proporrà il governo. Noi preferiremmo un provvedimento uniforme per tutti i luoghi di lavoro, come è avvenuto nei mesi scorsi con l’introduzione del certificato verde. La stragrande maggioranza dei lavoratori è oggi vaccinata. Per le persone fragili e per tutti gli altri, che sono una minoranza, non sono mai state messe in discussione diritti e tutele occupazionali. Il sindacato farà il suo mestiere per garantire tutti i lavoratori".

Che cosa si deve fare con chi non ha il Super Green pass?

"Non bisogna smettere di fare opera di sensibilizzazione e convincimento. Rafforzare il livello di informazione e comunicazione nei luoghi di lavoro e nelle comunità anche con il supporto e il coinvolgimento di esperti, medici, virologi. Occorre far capire a tutti i cittadini che oggi è più che mai in discussione il futuro del nostro Paese e dei nostri figli. Non è con l’egoismo o con la propaganda surreale dei No vax che riusciremo ad uscire da questa grave situazione e riprendere il cammino della crescita".