Ieri manifestazione per protestare contro l’uccisione di Youns El Boussetaoui
Ieri manifestazione per protestare contro l’uccisione di Youns El Boussetaoui
di Stefano Zanette VOGHERA (Pavia) Da ex poliziotto, rispettabile avvocato e assessore alla Sicurezza, a indagato ‘pericoloso’ da tenere agli arresti domiciliari. Ma in un luogo segreto, per motivi di sua sicurezza. Ieri il Gip di Pavia Maria Cristina Lapi ha depositato in cancelleria le 19 pagine dell’ordinanza di convalida dell’arresto e applicazione di misura cautelare (ai domiciliari) a carico del 47enne Massimo Adriatici per l’uccisione, in piazza Meardi a Voghera martedì sera di Youns El Boussetaoui, 38enne marocchino. Per quel che riguarda le esigenze cautelari, il giudice le motiva "in ragione della...

di Stefano Zanette

VOGHERA (Pavia)

Da ex poliziotto, rispettabile avvocato e assessore alla Sicurezza, a indagato ‘pericoloso’ da tenere agli arresti domiciliari. Ma in un luogo segreto, per motivi di sua sicurezza. Ieri il Gip di Pavia Maria Cristina Lapi ha depositato in cancelleria le 19 pagine dell’ordinanza di convalida dell’arresto e applicazione di misura cautelare (ai domiciliari) a carico del 47enne Massimo Adriatici per l’uccisione, in piazza Meardi a Voghera martedì sera di Youns El Boussetaoui, 38enne marocchino. Per quel che riguarda le esigenze cautelari, il giudice le motiva "in ragione della modalità e delle circostanze del fatto di reato contestato, che, per come risulta allo stato ricostruito, riflettono la pericolosità dell’indagato, intesa come attitudine del medesimo a porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazioni di criticità".

"Ciò che si vuole evidenziare – scrive il Gip nell’ordinanza – è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni, prima che El Boussetaoui lo colpisse e prima dello stordimento. Tale azione appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante, ma in modo gravemente sproporzionato, e creando le condizioni perché si addivenisse all’evento nefasto che poi purtroppo è effettivamente accaduto". "Occorre pertanto - prosegue il Gip - una misura che limiti provvisoriamente ma profondamente la libertà di circolazione".

Nel frattempo, anche per le manifestazioni di protesta che si sono tenute ieri pomeriggio a Voghera, considerando che già circolavano sui social network le foto dell’abitazione di Adriatici, che poteva diventare un obiettivo di proteste, per la detenzione domiciliare è stata scelta una località tenuta segreta, per garantirgli la massima sicurezza. Lontano da Voghera e dal corteo col quale i manifestanti hanno tentato di raggiungere il Comune, bloccati dalle forze dell’ordine, gridando "Assassino, assassino".

Per quel che riguarda il reato contestato, eccesso colposo di legittima difesa, per il Gip "la qualificazione giuridica dei fatti operata dal pubblico ministero appare corretta, pur fondata su emergenze investigative in divenire, dal momento che la condotta imputata all’Adriatici risulta posta in essere nell’ambito di una offesa ingiustificata subita dall’indagato da parte di El Boussetaoui; nella concitazione del momento, e nell’ambito di un lasso di tempo brevissimo, l’indagato potrebbe aver ritenuto ineludibile porre in essere una controffensiva mediante l’unico strumento di difesa efficace a propria disposizione, ossia la pistola che stava impugnando". Conclusioni alle quali pm e Gip sono arrivati sommando alle dichiarazioni dell’indagato quelle di tre testimoni oculari e del video che riprende la prima fase dell’aggressione. Anche se un testimone non concorda e ha lievemente modificato quello che aveva dichiarato nell’immediatezza.