Il corpo di uno dei due rapinatori uccisi steso sulla strada, nel centro di Grinzane Cavour (Cuneo)
Il corpo di uno dei due rapinatori uccisi steso sulla strada, nel centro di Grinzane Cavour (Cuneo)
di Viviana Ponchia Finisce così, come una narcosi. "Non provo niente. Mi spiace sia successo un fatto del genere, anche a livello karmico. È molto brutto, ma o io o loro". Mario Roggero ha ucciso due delle tre persone che cercavano di svaligiargli la gioielleria ed è diventato di pietra. Con lucidità racconta quello che è successo nel suo negozio di Grinzane Cavour alle sei e mezzo di mercoledì pomeriggio, sulla strada che porta da Alba a Barolo: "Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c’era la mia arma. E simultaneamente ci siamo trovati uno puntato contro l’altro. Ho dovuto... poi sono scappati". Almeno cinque...

di Viviana Ponchia

Finisce così, come una narcosi. "Non provo niente. Mi spiace sia successo un fatto del genere, anche a livello karmico. È molto brutto, ma o io o loro". Mario Roggero ha ucciso due delle tre persone che cercavano di svaligiargli la gioielleria ed è diventato di pietra. Con lucidità racconta quello che è successo nel suo negozio di Grinzane Cavour alle sei e mezzo di mercoledì pomeriggio, sulla strada che porta da Alba a Barolo: "Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c’era la mia arma. E simultaneamente ci siamo trovati uno puntato contro l’altro. Ho dovuto... poi sono scappati".

Almeno cinque colpi. Il corpo del torinese Giuseppe Mazzarino, 58 anni, è rimasto in mezzo alla via, quello di Andrea Spinelli, 45 anni di Bra, all’angolo con una strada laterale. L’albese Alessandro Modica, 34 anni, è scappato malgrado le ferite e nella notte è stato rintracciato all’ospedale di Savigliano. Un far west, racconta chi ha visto e sentito dalle finestre: "Gli hanno toccato la moglie e la figlia e stavolta Mario non ci ha più visto".

Era il maggio del 2015: in due, uno vestito da donna, avevano sequestrato lui e la figlia legandoli con fascette di plastica. Botte, nasi spaccati a entrambi, tutto il contenuto della cassaforte portato via. "Erano armati. Ho dovuto scegliere fra la mia vita e la loro", dice oggi il gioielliere. È indagato per omicidio ed eccesso di legittima difesa: un atto dovuto, fanno sapere dalla procura di Asti, per poter consentire accertamenti irripetibili come le consulenze autoptica e balistica. La pistola usata contro di lui è poi risultata un giocattolo, priva del tappino rosso. Ma non poteva sapere. "È una tragedia – spiega Stefano Campanello, il suo avvocato –. Il mio cliente la sta vivendo come tale ed è comprensibilmente molto scosso. Ha dovuto scegliere in una situazione drammatica ed ha scelto la sopravvivenza sua e della sua famiglia". Quando i rapinatori hanno fatto irruzione nel negozio c’erano la moglie Marinella e di nuovo una delle quattro figlie, Laura, una colpita da un pugno e l’altra immobilizzata con fascette da elettricista. Molti gioielli erano già stati consegnati, alla richiesta di aprire la cassa c’è stata la reazione con una pistola legalmente detenuta.

Su Facebook scrive Silvia, una delle ragazze Roggero: "Ieri la mia famiglia è stata coinvolta in un evento molto spiacevole. Il gioielliere di Gallo Grinzane che ha ucciso due rapinatori su tre per legittima difesa è mio padre. Nella difficoltà voglio rimanere aperta e fiduciosa, lucida e forte". In un altro post la donna dice di avere "piena fiducia nella giustizia": "La prima cosa che viene da fare di istinto quando la vita si fa dura è chiudersi per rifugiarsi nei labirinti della paura. Persino il corpo reagisce chiudendosi, le spalle si incurvano, lo sguardo si fa basso, le articolazioni si bloccano". Ringrazia "le persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione!". Lascia anche una preghiera per i rapinatori: "Prego per le due anime che hanno lasciato il corpo. Luce a loro". Sul profilo di suo padre ieri invece è comparsa una frase di Albert Einstein: "Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano".