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10 dic 2021

Il Garante: lo sciopero è illegittimo. Ma Landini e la Uil tirano dritto

Confermata la protesta di giovedì prossimo. Il segretario Cgil: la manovra non si occupa dei più deboli

10 dic 2021
antonella coppari
Cronaca
Il presidente del consiglio, Mario Draghi, 74 anni. Per otto anni ha guidato la Bce, prima era stato governatore. di Bankitalia
Il presidente del consiglio, Mario Draghi
Il presidente del consiglio, Mario Draghi, 74 anni. Per otto anni ha guidato la Bce, prima era stato governatore. di Bankitalia
Il presidente del consiglio, Mario Draghi

L’Autorithy vieta lo sciopero generale, ma Cgil e Uil lo confermano. Lo scontro esplode nel giorno in cui Draghi mette sul tavolo un altro miliardo contro il caro bollette: segnale per le famiglie, certo, ma anche per i sindacati. Il presidente della Commissione di garanzia, Giuseppe Santoro-Passarelli, mostra il disco rosso: Landini e Bombardieri non possono fare la protesta il prossimo giovedì, spiega nella delibera, per una serie di motivi. Intanto, viola la franchigia prevista per i servizi postali, visto che il 16 scade il pagamento dell’Imu. Poi, non rispetta i tempi consentiti per i servizi ambientali essenziali: per i rifiuti la legge vieta astensioni tra il 16 dicembre e il 6 gennaio. Infine, è troppo vicino ad altre proteste. Conclusione: entro 5 giorni va scelta un’altra data. È un colpo basso. Al quale Cgil e Uil reagiscono scendendo in trincea e confermando la protesta di otto ore che si dovrebbe snodare in 5 piazze: a Roma, Milano, Bari, Palermo e Cagliari. I due sindacati "prendono atto della delibera - si legge in una nota – e procederanno garantendo che lo sciopero del 16 sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme". Esentando cioè dallo stop le poste (già era esonerata la sanità, fuori anche la scuola che incrocia la braccia oggi) mentre l’astensione prevista il 13 per i servizi ambientali è stata revocata. Della rarefazione degli scioperi, il vero sgambetto del Garante, il comunicato o non fa cenno. A denti stretti qualcuno afferma che il suo ragionamento è "inoppugnabile". In fin dei conti, a firmare la regolamentazione sono state le Confederazioni. Allo sciopero risponde, implicitamente, anche il governo muovendo su un doppio binario: bastone e carota. Draghi accelera i tempi, riunisce il consiglio dei ministri e vara il decreto fiscale senza modifiche e senza convocare i leader sindacali. È possibile ...

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