Oltre centomila italiani, nei primi tre giorni di gazebo, hanno firmato per i referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali. I moduli per le adesioni sono già finiti in Friuli Venezia Giulia, Umbria, Puglia e a Milano. Un risultato inaspettato, che ha visto scendere in campo anche Fd’I ("Raccoglieremo le firme per i...

Oltre centomila italiani, nei primi tre giorni di gazebo, hanno firmato per i referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali. I moduli per le adesioni sono già finiti in Friuli Venezia Giulia, Umbria, Puglia e a Milano. Un risultato inaspettato, che ha visto scendere in campo anche Fd’I ("Raccoglieremo le firme per i referendum", ha annunciato la leader, Giorgia Meloni), ma che trova consenso su più fronti. Anche Sergio Staino (foto) si è unito alla schiera dei firmatari aggiungendosi così "ai tanti altri volti noti" che hanno firmato o comunque promesso di aderire alla campagna. Tra questi, solo per fare qualche esempio, hanno già firmato Paolo Mieli, il candidato sindaco di Milano per il centrodestra, Luca Bernardo, e ancora Vittorio Feltri, fresco "capolista" di Fd’I alle prossime amministrative, sempre a Milano, e personaggi televisivi del calibro di Giovanni Minoli, David Parenzo, Gaia Tortora. All’iniziativa avrebbe anche aderito il noto pm Carlo Nordio.

I sei quesiti referendari sono stati depositati in Cassazione; il primo riguarda la responsabilità civile dei magistrati (oggi la legge prevede che un cittadino danneggiato da una sentenza possa rivalersi contro lo Stato, ma non possa chiamare in causa il magistrato, ndr), il secondo interviene sulla separazione delle carriere, il terzo riguarda la custodia cautelare, il quarto l’ abolizione della legge Severino nella parte in cui prevede il divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva, il quinto riguarda il requisito della raccolta firme per il magistrato che intende candidarsi al Csm e l’ultimo interviene sulla valutazione dei magistrati.

Elena G. Polidori