di Giampaolo Pioli Nessuno parla apertamente di Coronavirus. Il sospetto, però, aleggia. Il presidente Donald Trump vuole andare a New York al capezzale di Robert, il fratello più giovane, ricoverato in fin di vita al Presbyterian Hospital. La consegna del silenzio sulle sue condizioni di salute è fortissima. A giugno era già stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva per una settimana. Il presidente sa che se le condizioni disperate del fratello di due anni più giovane, diventato di fatto portavoce della famiglia, fossero state davvero causate dal Covid-19, una...

di Giampaolo Pioli

Nessuno parla apertamente di Coronavirus. Il sospetto, però, aleggia. Il presidente Donald Trump vuole andare a New York al capezzale di Robert, il fratello più giovane, ricoverato in fin di vita al Presbyterian Hospital. La consegna del silenzio sulle sue condizioni di salute è fortissima. A giugno era già stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva per una settimana.

Il presidente sa che se le condizioni disperate del fratello di due anni più giovane, diventato di fatto portavoce della famiglia, fossero state davvero causate dal Covid-19, una pandemia che lui ha sempre minimizzato, potrebbe avere una ricaduta molto negativa nella sua immagine di comandante in capo.

Ieri però nel tentativo di dare una svolta al suo comportamento spesso ambiguo, Trump ha annunciato che i primi a ricevere il vaccino saranno gli anziani nelle case di riposo e quelli delle categorie più esposte. Il presidente tuttavia non ha resistito ad attaccare sia Joe Biden sia la vice Kamala Harris, accusata anche lei come a suo tempo Obama di non essere una "vera americana". "Sleepy Joe continua a politicizzare la pandemia – attacca Trump, usando il soprannome affibbiato all’avversario –: si era opposto al blocco dei voli con la Cina e invece penso che quella decisione abbia salvato migliaia di vite umane". Il presidente rifiuta però di accettare l’indicazione che Biden e la Harris hanno dato per rendere obbligatorio l’uso della mascherina: "Non è in mio potere".

Ma la dinastia dei Trump in queste ore, con la famiglia preoccupata per le sorti di Robert, non è soltanto sotto i riflettori della stampa. Adesso ci sono anche tre libri ad accusare il presidente. Il primo di John Bolton (ex consigliere per la Sicurezza Nazionale) critica pesantemente il suo scarso intuito e la scorrettezza politica. Quello della nipote Mary lo giudica un vero "pericolo per la nazione". Nell’ultimo, intitolato Lo sleale scritto da Michael Cohen (il suo ex avvocato chiamato a lavare i panni sporchi per decenni) si legge: "Donald è pieno di cadaveri nell’armadio. Li conosco uno a uno perché sono stato io che li messi e tenuti nell’armadio fino ad ora". E lui, Donald? Si difende: "Tutte fantasie". Mary, la "nipote maledetta" che ha scoperchiato i segreti di famiglia ha vinto in tribunale dopo che Robert (lo zio malato) le aveva fatto causa a nome del clan Trump perché avrebbe violato una un vincolo di segretezza ricompensato anche monetariamente.

Questi volumi sottopongono il presidente a una vera e propria "autopsia psicologica" e mettono a nudo carattere e comportamenti della "realtà trumpiana" nella quale Donald vive da oltre tre anni e che ha finito per diventare prigioniero della sua stessa immagine di uomo invincibile e infallibile. Intanto la battaglia con i democratici s’ infiamma e Obama ieri lo ha fulminato con un altro tweet: "Il presidente è molto più impegnato a sopprimere i voti dei cittadini che non il Coronavirus".