di Davide Nitrosi Altrimenti ci arrangiamo. Commedia all’italiana del reddito di cittadinanza, soggetto e sceneggiatura originali che neppure De Sica, Monicelli e Steno, avrebbero potuto immaginare. MAMMA LI BULGARI Che ci tocca fare per 500 e rotti euro al mese. Ciak, esterno Castellamare di Stabia, Napoli. Versione 2021 di Totò Truffa. L’ambasciatore del Catonga – l’indimenticabile Antonio De Curtis con faccia tinta di nero e anello al naso – lascia il posto al prestigiatore bulgaro. Nojo vulevam... un reddito... Prego si accomodi. Eccolo qui il Totòtruffa 2.0. Quarantaseianni, faccia un po’ così, come dire, nota alla polizia (quei 5 minuti di fama che non si negano a nessuno), allo sportello dell’ufficio postale di via Plinio il Vecchio. Carta d’identità bulgara falsa (caggia fa’ , cinese non era cosa...), accento finto-slavo (meglio dello svedese di Fantozzi nella celebre gag), sguardo balcanico: "Dobro utro (buongiorno) mi dà il reddito?". Beccato. Mica aveva l’anello al naso l’impiegato....

di Davide Nitrosi

Altrimenti ci arrangiamo. Commedia all’italiana del reddito di cittadinanza, soggetto e sceneggiatura originali che neppure De Sica, Monicelli e Steno, avrebbero potuto immaginare.

MAMMA

LI BULGARI

Che ci tocca fare per 500 e rotti euro al mese. Ciak, esterno Castellamare di Stabia, Napoli. Versione 2021 di Totò Truffa. L’ambasciatore del Catonga – l’indimenticabile Antonio De Curtis con faccia tinta di nero e anello al naso – lascia il posto al prestigiatore bulgaro. Nojo vulevam... un reddito... Prego si accomodi. Eccolo qui il Totòtruffa 2.0. Quarantaseianni, faccia un po’ così, come dire, nota alla polizia (quei 5 minuti di fama che non si negano a nessuno), allo sportello dell’ufficio postale di via Plinio il Vecchio. Carta d’identità bulgara falsa (caggia fa’ , cinese non era cosa...), accento finto-slavo (meglio dello svedese di Fantozzi nella celebre gag), sguardo balcanico: "Dobro utro (buongiorno) mi dà il reddito?". Beccato. Mica aveva l’anello al naso l’impiegato.

TENGO

FAMIGLIE

Che ci volete fare, la famiglia non si tocca. E se sono due, è un lavoro usurante. Quartiere Stella, Napoli verace: qui per un poco di reddito va giù anche la pillola della bigamia. Ottenuto un assegno, un signore (fedigrago? poligamo? artista?) ha chiesto il bis: altra famiglia, altro aiutino. Come biasimarlo: dura mantenere un talamo, per due serve la mano di Dio. Vittorio De Sica, con due famiglie, era costretto a due cene di Natale. Almeno il reddito ripaga di tanta fatica.

TENGO

FIGLI

Venite pargoli. Collepasso, Lecce: una famiglia allargata che manco a Hollywood. Sei bimbi sei, stranieri, multicolor, tutti nello stesso nucleo familiare integrato, modern family del Mezzogiorno. Che poi quei sei fossero di fatto fantasmini, mai censiti nel comune, per nulla parenti con il padre putativo, è un dettaglio. Denunciato, vabbè.

SCURDAMMOCE

O ’ MARITO

C’è chi abbandona la moglie in autogrill, e c’è chi come la signora di Santerano in Colle, Bari, si dimentica del marito quando scrive la domanda per il reddito di cittadinanza. Nessuno è perfetto, tanto meno una moglie. Perdonata? Macché. Oltre al marito s’era dimenticata di segnalare l’auto. Uffa. Vi stupite? Alzi la mano chi ricorda la targa dell’auto (e di essere sposatoa, quando occorre...). Che tempi, signora mia.

TALE

MADRE...

Tale figlia. Lei, la madre, è in carcere per traffico di droga; la figlia a casa, a godersi quel poco di reddito che lo Stato ci deve dare. Siamo a Salerno, la figlia è finita nei guai: "Vivo con mamma e papà...". Incontentabile: ora rischia davvero di vivere con i genitori. La mamma, come dicevamo; il papà dietro le sbarre per omicidio.

GRAZIE

MAMMA

Sarebbe bastato seguire l’esempio di un’altra salernitana già di suo agli arresti domiciliari, ma capace di farsi recapitare due benefit: l’assegno di cittadinanza e (altro che cumulo) la pensione di un’anziana conoscente morta da tempo. Due è meglio di uno.

GRAZIE MAMMA

(IL BIS)

Ogni scarrafone è bello a mamma sua. E cosa non fareste per vostro figlio. A Rusciano la madre di un pregiudicato si è messa nei guai perché l’uomo ha dichiarato di ospitarla in casa, nello stesso nucleo familiare: povera mamma disoccupata. Esagerato: scava e scava, salta fuori che la signora vive in un altro appartamento e nel cassetto tiene per le spesucce ottomila euro in contanti. Figlio (e cognata) denunciati, madre segnalata alla procura di Napoli per riciclaggio.

NULLATENENTE

(CON FERRARI)

Un salto ad Avellino, dove non è mai abbastanza. A 70 anni percepiva il reddito sfrecciando in città con una Ferrari, forse per correre a controllare lo stato dei suoi innumerevoli immobili e terreni. Furbacchione lui e anche la convivente (seppure non denunciata), funzionaria del Comune.

COME SOFIA

(LOREN)

Adelina, la prosperosa Sofia Loren in “Ieri, oggi e domani“, vendeva sigarette di contrabbando ed evitava il carcere sfornando bebè. Il pancione non si tocca. Cinquantotto anni dopo il film, rieccola Adelina: il chioschetto di sigarette di contrabbando ai Camaldoli, Napoli, e al posto del pancione l’assegno garantito ogni mese.

POSTEGGIATORI ABUSIVI,

SPAZZINI ABUSIVI...

La terra dei cachi, non c’è altra definizione. Fra i 30 denunciati napoletani per il reddito c’è il rapinatore vestito da spazzino specializzato nei colpi all’alba (l’orario del mestiere). Ci sono i baristi in nero, il posteggiatore abusivo (prima di essere pizzicato ha guadagnato 5591 euro col reddito), i disoccupati pizzaioli (total black, ovviamente), la madre dello spacciatore di Scampia, l’autista del pulmino della incensurato fino a oggi, un brulicare di mondo di sotto.

MAFIOSI

& PREGIUDICATI

Perché il reddito di cittadinanza non evoca solo Totò. Purtroppo dentro c’è anche tanta Gomorra. Scorri i furbetti e trovi dieci affiliati del clan della Vanella Grassi, arrestati nel 2020, cinque uomini del clan Amato-Pagano arrestati l’anno scorso per sequestro di persona ed estorsione, tre esponenti dei Balzano (ricettazione, detenzione abusiva di armi). La peggio Italia è anche questa. E c’è poco da sorridere.