Lunedì 15 Luglio 2024
Ruben Razzante
Cronaca

Il faro dell’etica sull’intelligenza artificiale

Ha un grande potenziale trasformativo ma comporta rischi come la perdita di posti di lavoro e violazioni della privacy. È necessaria una governance etica e responsabile

TOPSHOT-ITALY-G7-DIPLOMACY-SUMMIT

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L’Intelligenza Artificiale (AI) ha un enorme potenziale trasformativo rispetto alla vita delle persone, delle società, degli Stati. La sua evoluzione lo documenta in maniera inequivocabile, così come la crescente attenzione che legislatori, decisori istituzionali e mondo delle aziende le dedicano, in tutte le sue molteplici applicazioni. Le viene infatti riconosciuta la capacità di migliorare la qualità della vita, ottimizzare i processi industriali e rivoluzionare settori strategici per il benessere collettivo come l’assistenza sanitaria.

Tuttavia, questa trasformazione tecnologica epocale comporta anche rischi notevoli. Anzitutto quello della perdita di posti di lavoro a causa dell’automazione massiva. Inoltre, la raccolta su larga scala di dati personali da parte di sistemi di AI può portare a un uso improprio delle informazioni e a violazioni della privacy. L’AI può anche amplificare le disuguaglianze sociali ed economiche se non gestita correttamente, poiché i benefici della tecnologia potrebbero non essere distribuiti equamente.

Oltre a normative come l’AI Act è quindi fondamentale anche una governance saggia e responsabile dell’AI. Occorrono quindi una salda ispirazione etica che mantenga la centralità della persona, una formazione attenta e scrupolosa delle nuove figure professionali nelle aziende e una cultura dell’AI da introdurre fin dalle scuole dell’obbligo.

Con queste premesse, la partecipazione del Papa al G7 potrebbe contribuire a promuovere un approccio più etico e responsabile all’uso dell’AI, mettendo in evidenza la necessità di regolamentazioni che proteggano i diritti umani e alimentino il bene comune. La sua autorevolezza morale e la sua capacità di promuovere la pace e la solidarietà possono arricchire le discussioni del summit e spingere i leader mondiali a prendere decisioni più lungimiranti, anche rispetto all’adozione e all’implementazione dell’Intelligenza Artificiale.