Roberto Pazzi Il bacio come sigillo della passione che travolge la morale, la ragione, la convenienza, e si impone come irrefrenabile ha la sua piu poetica espressione nel canto dantesco di Paolo e Francesca, i due cognati che non potevano baciarsi senza infrangere i più sacri legami della...

Roberto

Pazzi

Il bacio come sigillo della passione che travolge la morale, la ragione, la convenienza, e si impone come irrefrenabile ha la sua piu poetica espressione nel canto dantesco di Paolo e Francesca, i due cognati che non potevano baciarsi senza infrangere i più sacri legami della parentela. Ma più sacro ancora del sacramento è l’Amore, tanto da meritare ai due amanti nella poesia di Dante l’ eternità della loro unione anche all’inferno. Ma la storia offre troppe occasioni di conferma di quel supremo coronamento della sintonia di due anime prigioniere della beatutudine della.carne, che è il bacio. Penso all’ incontro fulmineo di Giulio Cesare con Cleopatra, che gli apparve.nello splendore dei suoi’ diciannove anni srotolata dal tappeto in cui l aveva nascosta un fedelissimo servitore per salvarla dal fratello Tolomeo.

Penso a Napoleone fremente nella foresta di Compiegne, nel marzo 1810, in attesa della novella sposa, della stessa età di Cleopatra, Maria Luigia. Il condottiero, che sa domarel Europa, non sa domare se stesso e non l aspetta, infrange il cerimoniale e le corre incontro e quando arriva la carrozza della promessa sposa sale d’ impeto, se la vede finalmente davanti e la bacia. Chi può sanzionare la passione? Chi in cuor suo può rammaricarsi di questa forza che sa rompere insieme ai vincoli iella morale, i più tenaci ostacoli all’arte di darsi, di superare la solitudine e fondere le anime? Male hanno fatto i censori delle Olimpiadi a condannare il bacio dei due atleti.