di Giulia Prosperetti Distanziamento e vaccinazioni a tappeto. Queste le condizioni del Comitato tecnico scientifico per consentire il rientro a scuola in presenza. Atteso dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il parere del Cts, arrivato ieri, conferma la strategia del governo incentrata sull’immunizzazione di insegnanti e studenti, ma non lascia spazio a molte alternative. Un’ipotesi sul tavolo, ma solo "ove tale soluzione fosse giuridicamente percorribile", si legge nel verbale del Cts, è l’introduzione dell’obbligo del Green pass per insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. ...

di Giulia Prosperetti

Distanziamento e vaccinazioni a tappeto. Queste le condizioni del Comitato tecnico scientifico per consentire il rientro a scuola in presenza. Atteso dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il parere del Cts, arrivato ieri, conferma la strategia del governo incentrata sull’immunizzazione di insegnanti e studenti, ma non lascia spazio a molte alternative. Un’ipotesi sul tavolo, ma solo "ove tale soluzione fosse giuridicamente percorribile", si legge nel verbale del Cts, è l’introduzione dell’obbligo del Green pass per insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Qualora l’opera di persuasione messa in campo non dovesse sortire alcun effetto su quel 15-20% di personale scolastico ‘no vax’, le lezioni in presenza potrebbero, dunque, essere comunque autorizzate se docenti e ata presentano un certificato verde che, in mancanza del vaccino, attesti la guarigione dal Covid-19 negli ultimi sei mesi o un risultato negativo al test molecolare o antigenico rapido effettuato nelle ultime 48 ore. Se, attualmente, il governo cerca di scongiurare una simile soluzione, già oggetto di un acceso dibattito, dopo la pubblicazione dei disastrosi risultati Invalsi, il Green pass potrebbe, tuttavia, rappresentare l’extrema ratio per evitare di cominciare un altro anno in Dad. Salvo i casi in cui i test si renderanno essenziali per il personale non vaccinato, a causa dell’eventuale introduzione del certificato verde, il Comitato boccia la strada degli screening definendo non necessaria l’esecuzione di tamponi antigenici o anticorpali per la frequenza scolastica.

Nel frattempo da più parti si susseguono gli appelli alla vaccinazione. "Il primo appuntamento è settembre. Dobbiamo tornare tutti, tutti, a scuola. Faccio un appello alla vaccinazione: a tutti i ragazzi e ragazze, e a coloro che sono parte della scuola", ha ribadito ieri Bianchi. Per perseguire tale obiettivo il Cts sollecita l’inserimento del personale della scuola e dei ragazzi dai 12 anni in su tra le categorie da vaccinare prioritariamente.

In un quadro che, sul fronte delle vaccinazioni è già abbastanza complesso, a due mesi dall’inizio dell’anno scolastico non è ancora chiaro come si procederà per garantire il distanziamento. Posto che, come stanno ripetendo da mesi i sindacati della scuola, il distanziamento nell’attuale scenario caratterizzato da classi pollaio e carenza di strutture e insegnanti è impossibile, l’unica altra strada indicata dal Cts è mantenere le altre misure, "a partire dall’uso delle mascherine di tipo chirurgico nei luoghi chiusi". Questioni quelle poste dal rientro a scuola che si pongono anche per la ripresa delle lezioni universitarie. In attesa di numeri certi sulle vaccinazioni dei professori la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa punta a "incoraggiare la presenza senza bisogno di distanziamento a seconda dello stato vaccinale". Ieri, intanto, il ministero dell’Economia ha autorizzato l’assunzione di 112.473 docenti per l’anno scolastico 201212022. Ora c’è da capire quante cattedre verranno effettivamente coperte.