Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa il 14 dicembre e di cui si pensa sia stato trovato. il cadavere
Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa il 14 dicembre e di cui si pensa sia stato trovato. il cadavere
di Riccardo Jannello Soffocata con due sacchetti di nylon stretti attorno al collo. L’autopsia chiarirà se Liliana Resinovich, sessantatreenne ex dipendente della Regione scomparsa la mattina del 14 dicembre (il marito ha denunciato l’assenza verso le 19), è morta per quelle armi letali che ancora l’avvolgevano al momento del ritrovamento, nascosta in due sacchi dell’immondizia e gettata fra le siepi del Parco di San Giovanni, alla periferia orientale della città. Ma soprattutto dovrà accertare quando e dove la donna è stata uccisa: Lilly è stata portata sul luogo del...

di Riccardo Jannello

Soffocata con due sacchetti di nylon stretti attorno al collo. L’autopsia chiarirà se Liliana Resinovich, sessantatreenne ex dipendente della Regione scomparsa la mattina del 14 dicembre (il marito ha denunciato l’assenza verso le 19), è morta per quelle armi letali che ancora l’avvolgevano al momento del ritrovamento, nascosta in due sacchi dell’immondizia e gettata fra le siepi del Parco di San Giovanni, alla periferia orientale della città. Ma soprattutto dovrà accertare quando e dove la donna è stata uccisa: Lilly è stata portata sul luogo del ritrovamento già cadavere e in stato di semi decomposizione. Si setacciano tutti gli appartamenti vuoti nella zona del Parco, perché è convinzione che Liliana abbia fatto poche centinaia di metri da casa, visto che le ricerche sulle telecamere dei bus sono risultate infruttuose.

L’assassino ha probabilmente convinto la donna ad accompagnarlo dove l‘ha uccisa. Questo perché al novantanove per cento si tratta di omodicio nonostante la cautela con la quale il procuratore capo di Trieste, Antonio De Nicolo ("non escludiamo nulla neppure il suicidio" ha detto), conduce le indagini con la pm Maddalena Chergia e la Polizia. Al momento esiste un fascicolo di notizia di reato senza nessun indagato e a nessun titolo. Anche sull’identità il magistrato è estremamente cauto: "Chiariremo ogni dubbio solo dopo l’autopsia che verrà eseguita lunedì 10". Ma pochi credono che non sia la pensionata.

Eppure le parole fanno ancora sperare il marito, Sebastiano Visintin, 72 anni ex fotografo, accorso dove si stavano effettuando le ricerche della donna, non distante dall’abitazione della coppia. "Vorrei tanto non fosse la mia Lilly", ha sospirato anche ieri. La sua posizione è seriamente al vaglio degli inquirenti come quella del terzo uomo, Claudio Sterpin, 82 anni, l’amico dal quale quella mattina la Resinovich si sarebbe dovuta recare "a fare le pulizie e a stirare le camicie". Fra marito e amico siamo alle scintille: il primo non crede che sua moglie potesse avere una relazione con l’altro che lui non conosceva e che si è fatto sentire al telefono solo dopo la scomparsa della donna. Sterpin parla invece di un’"amicizia consolidata": lui e Lilly sarebbero stati fidanzati circa 40 anni fa, prima che lei conoscesse Sebastiano (che nega di esserne a conoscenza); il riavvicinamento casuale qualche tempo fa, al cimitero, Liliana in visita a un parente lui sulla tomba della moglie da poco deceduta.

La vecchia storia sarebbe ritornata "assumendo – dice l’82enne – il calore dell’amore". "Vuole solo infangare il nome di Lilly e il mio", replica Visintin che poi sbotta alla folla raccolta al Parco: "E se pensate che abbia potuto uccidere mia moglie per questo siete veramente sulla strada sbagliata". Anche Sterpin, ovviamente, si dice estraneo, anzi precisa che la mattina della scomparsa si è recato al negozio WindTre per vedere se Lilly, come gli aveva detto, fosse lì.