di Elena G. Polidori Stavolta sembrano tutti d’accordo, dalle Regioni al M5s, passando da Lega e Forza Italia, fino a Italia Viva: la revisione del coprifuoco è alle porte. Così, mentre l’Italia si colora quasi interamente di giallo (a esclusione di Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta che sono in arancione), la maggioranza procede compatta – visti i dati incoraggianti sul calo dei contagi, uniti all’aumento del numero delle vaccinazioni effettuate – nel chiedere al governo di eliminare il limite che impone il rientro a casa entro le 22, o quantomeno di prolungarlo fino alla mezzanotte. Una decisione potrebbe essere presa entro i prossimi giorni. Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, ha parlato del 16 maggio quale "data utile per superarlo, tutti vogliamo uscire...

di Elena G. Polidori

Stavolta sembrano tutti d’accordo, dalle Regioni al M5s, passando da Lega e Forza Italia, fino a Italia Viva: la revisione del coprifuoco è alle porte. Così, mentre l’Italia si colora quasi interamente di giallo (a esclusione di Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta che sono in arancione), la maggioranza procede compatta – visti i dati incoraggianti sul calo dei contagi, uniti all’aumento del numero delle vaccinazioni effettuate – nel chiedere al governo di eliminare il limite che impone il rientro a casa entro le 22, o quantomeno di prolungarlo fino alla mezzanotte. Una decisione potrebbe essere presa entro i prossimi giorni. Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, ha parlato del 16 maggio quale "data utile per superarlo, tutti vogliamo uscire da quest’incubo".

Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, ha ribadito la proposta votata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni, che presiede: spostare il coprifuoco almeno alle 23. "Voglio rappresentare le scelte unanimi fatte da tutti i governatori d’Italia", mentre la prossima settimana, ha annunciato Matteo Salvini, la Lega chiederà al governo "il ritorno alla vita, al lavoro e alla libertà, quindi al lavoro dentro e fuori, al chiuso e all’aperto, di mattina e di sera, e la cancellazione del coprifuoco, fidandoci del buonsenso degli italiani" perché – questo il ragionamento del segretario leghista –, "non possiamo permetterci di continuare con le restrizioni, con le chiusure, coi controlli a tappeto. Coprifuoco stop, out". Anche Matteo Renzi è dell’idea "che il coprifuoco vada tolto del tutto, perché non serve più. Se poi si vuole tenere – ha aggiunto – direi al limite fino a mezzanotte".

Dello stesso parere è il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Roberto Occhiuto. "Il coprifuoco non è una bandierina ideologica, se si riduce il tempo nel quale possono uscire gli italiani, probabilmente gli assembramenti si fanno con più facilità; il coprifuoco alle 22 non ha alcun senso". Preferisce invece la via della prudenza il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, che prima di una decisione aspetta nuovi dati. "l coprifuoco – ha sottolineato – non può essere elemento di dibattito politico, è una misura collegata alla pandemia. Quando avremo monitorato gli effetti delle ultime riaperture faremo una valutazione". Un dibattito che coinvolge anche i virologi, con da un lato il direttore della Clinica Malattie infettive del San Martino di Genova, Matteo Bassetti, che considera il coprifuoco una misura "liberticida" e dall’altro Massimo Galli, direttore del Sacco di Milano: "Sono quattro le condizioni che determinano contatti tra la popolazione, in cui ci si ‘mischia’ con gli altri con o senza precauzioni: andare al lavoro e a scuola, stare al lavoro o a scuola, tornare a casa, uscire la sera e avere relazioni di vario genere. L’unica che può essere sacrificata è l’ultima".

Coprifuoco in pole, dunque, ma anche nuove misure in arrivo, come orari più lunghi per i ristoranti e apertura anticipata per quelli che hanno tavoli al chiuso, perché posticipare dalle 23 o a mezzanotte il ‘tutti a casa’ potrebbe avere ripercussioni sull’orario di chiusura di ristoranti e bar con tavoli all’aperto. Queste attività potrebbero chiudere alle 22,30 nel caso in cui il coprifuoco dovesse slittare alle 23; alle 23,30 se il termine ultimo fosse fissato a mezzanotte. Tra le soluzioni che la cabina di regia potrebbe approvare c’è quella di consentire ai ristoranti in zona gialla di predisporre tavoli anche al chiuso, in anticipo rispetto alla scadenza attualmente prevista dall’ultimo provvedimento, il 1° giugno. Lo stesso potrebbe accadere alle palestre, mentre il 15 maggio sarà la giornata della riapertura delle piscine pubbliche e private all’aperto nelle regioni in zona gialla.