di Ettore Maria Colombo Al Quirinale sono già iniziate le grandi manovre. Tutto è pronto per aprire lo studio della Vetrata, dove si tengono le consultazioni formali, quando si apre una crisi di governo, anche se prossimi due giorni il Colle li passerà in silenzio: "Preoccupato", come si usa dire, ma saranno gli ultimi. Il Capo dello Stato punta a ricevere, al più presto, una visita del presidente del Consiglio che lo relazioni su quanto sta avvenendo, sotto i suoi occhi, in queste drammatiche ore. Il Colle, dopo aver pazientemente atteso che i protagonisti politici si posizionassero, è deciso ad accelerare perché,...

di Ettore Maria Colombo

Al Quirinale sono già iniziate le grandi manovre. Tutto è pronto per aprire lo studio della Vetrata, dove si tengono le consultazioni formali, quando si apre una crisi di governo, anche se prossimi due giorni il Colle li passerà in silenzio: "Preoccupato", come si usa dire, ma saranno gli ultimi. Il Capo dello Stato punta a ricevere, al più presto, una visita del presidente del Consiglio che lo relazioni su quanto sta avvenendo, sotto i suoi occhi, in queste drammatiche ore. Il Colle, dopo aver pazientemente atteso che i protagonisti politici si posizionassero, è deciso ad accelerare perché, come ha detto nel discorso di Capodanno, "l’Italia non può perdere tempo, anzi: deve accelerare, deve correre". Insomma, se la crisi da strisciante si fa palese, tanto vale metterci una pezza e al più presto. A mercati chiusi, avrebbe preferito il Colle, ma toccherà farlo, molto più probabilmente, a mercati aperti, cioè da lunedì in poi.

Infatti, slittando il cdm all’inizio della prossima settimana, il Colle attenderà quel giorno – e l’atto formale del ritiro della delegazione di Iv – per scendere in campo e cercare di riannodare i fili della matassa. Una cosa è certa: finora hanno parlato i partiti, ma se la crisi precipita il boccino passa nelle mani di Mattarella e il solo titolato diventa lui. Ma cosa può succedere? Tante le possibilità in campo, ma poche quelle che hanno, oggi, chanches di concretizzarsi. Un ‘rimpastone’ del Conte 2, ormai, è ipotesi da escludere. Neppure al Pd, che chiede a Conte di accelerare, va bene.

Ed è proprio il Pd – spalleggiato da LeU, durissima contro Iv, e anche dal M5s – a scontrarsi, a sera, in modo duro, durissimo, con Iv, chiedendo "un cdm al più presto per svelare’ – dicono fonti dem – il gioco del cerino di Iv". "Bugiardi e ipocriti" è la risposta di Iv e lascia presagire una rottura ormai profonda, e insanabile, nella coalizione, persino a dispetto dello stesso Conte, che vuole mediare. Il premier, ieri sera, ha proposto a tutti, Iv compresa, un "patto di legislatura", pur di salvare il salvabile, a partire dalla sua poltrona, ma la crisi ormai corre verso il precipizio.

Resterebbe la strada maestra indicata da Renzi: un Conte ter con la stessa maggioranza e lo stesso premier, ma passando per una crisi che formalmente si apre e altrettanto formalmente si chiude. È la soluzione che Conte aborre e sulla quale, fino a ieri, anche il Colle recalcitrava. Ma ora potrebbe non bastare più a Iv e neppure al Pd. Resta il salto nel vuoto. Un governissimo a guida Draghi? Forse. Due sole ipotesi sono ormai scomparse dal radar. Che tutto resti com’è ora, col Conte bis, e il governicchio Conte senza Iv ma con i Responsabili. La loro caccia, che si protrae da tempo, al Senato continua a dare ben pochi frutti e pure il Colle si sconsiglia Conte a prendere questa strada: che vinca o che perda, sarebbe bruciato per un reincarico. Le urne anticipate, invece - anche se il Pd, dopo averle minacciate e ventilate per settimane (con Orlando, Bettini, etc.), ieri, con Nicola Zingaretti le ha definite "un errore" – si fanno sempre più vicine. Anche al Colle lo sanno bene.