Marco Mangiarotti Mille buone ragioni per buttare giù con un sorso il cocktail dell’estate, colorato e retrò come certe operazioni di Takagi & Ketra, anche se gli inventori del genere sono i Righeira. Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti, dove è lei che fa correre forte e ballare la canzone,...

Marco

Mangiarotti

Mille buone ragioni per buttare giù con un sorso il cocktail dell’estate, colorato e retrò come certe operazioni di Takagi & Ketra, anche se gli inventori del genere sono i Righeira. Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti, dove è lei che fa correre forte e ballare la canzone, come un video pieno di citazioni anni ‘60, italiane e americane, di musica e cinema. Ma la chiave del successo è nella credibilità dell’improbabile trio, dove Fedez fa Fedez, Lauro non imita Lauro e Orietta canta come in una delle sue allegre canzoni di Disco per l’Estate lontani. E funziona perché oltre ad avere la voce più giovane di tutti sprizza integrità ad ogni sorriso. Comunica una verità che non si è mai lasciata risucchiare dal tempo che ha attraversato, contaminare da mode, inopportune operazioni di mercato.

Orietta Berti ha sempre fatto radiosamente piccata il suo, nei talk show e nelle ospitate tv, nelle serate e a Sanremo dove ha portato le parole del primo incontro con suo marito. Ha conservato una verginità artistica inattaccabile, come i grandi vecchi che sono ritornati in giovane compagnia in vetta alle charts nel mondo, da Tom Jones a Shirley Bassey, Gianni Morandi con Rovazzi. ’Mille’ è invece il primo caso di uno sfacciato hit estivo costruito con chirurgica ricetta, dettagli musicali non banali, testo sushi, superproduzione soft dance. Il pop rapper manager, il trasformista e la signora che sa ancora tirare la pasta e chiudere il tortellino perfetto per l’hit parade.