Nella foto di repertorio, una manifestazione per i diritti delle coppie omosessuali
Nella foto di repertorio, una manifestazione per i diritti delle coppie omosessuali
di Viviana Ponchia "Sono suo padre, spezzagli le dita". Non si chiedono troppe spiegazioni ai mandanti. E un anziano di 75 anni, libero professionista in pensione che paga in contanti, è comunque un buon cliente anche se parla da capo cosca. Le mani di suo figlio, un chirurgo. Mani da bisturi, precise e preziose. Era necessario colpire lì e spiegare sui social il senso dell’impresa: "La vendetta è un piatto che va consumato freddo". Ha cercato qualcuno che lo facesse al posto suo. Nel mondo parallelo delle ombre c’è chi considera 2.500 euro un prezzo onesto per mettere a rischio la capacità di operare, di...

di Viviana Ponchia

"Sono suo padre, spezzagli le dita". Non si chiedono troppe spiegazioni ai mandanti. E un anziano di 75 anni, libero professionista in pensione che paga in contanti, è comunque un buon cliente anche se parla da capo cosca. Le mani di suo figlio, un chirurgo. Mani da bisturi, precise e preziose. Era necessario colpire lì e spiegare sui social il senso dell’impresa: "La vendetta è un piatto che va consumato freddo".

Ha cercato qualcuno che lo facesse al posto suo. Nel mondo parallelo delle ombre c’è chi considera 2.500 euro un prezzo onesto per mettere a rischio la capacità di operare, di distruggere una carriera. Niente spiegazioni. Ma fra una parola e l’altra il picchiatore ha capito: a papà non andava giù che il figlio, medico chirurgo di 43 anni, fosse omosessuale. E soprattutto che lo sbandierasse in giro al punto da farsi fotografare con un noto attore su una spiaggia della Costa Azzurra nell’estate del 2017. Vendetta. Doveva trattarsi di una cosa pulita: genitore insospettabile, soddisfazione assicurata. Invece quel padre è finito davanti al gup di Torino Ludovico Morello dove ha patteggiato una pena (sospesa) a due anni di carcere per lesioni aggravate e stalking.

E a sorpresa in questa storia si sono salvati in due. Fisicamente e professionalmente la vittima. Moralmente il picchiatore, che nonostante il mestiere si è intenerito e ha raccontato tutto prima di entrare in azione. Così lo racconta il chirurgo: "Un giorno esco dallo studio e mi avvicina un tizio. Mi dice che mio padre l’ha pagato per spezzarmi le mani. Mi dice anche che non ha nessuna voglia di farlo, gli sono sembrato un bravo ragazzo e non vuole rovinarmi la vita". E allora cosa fare? Fingono un’aggressione per consegnare le prove fotografiche della missione compiuta. Nell’ordinazione c’è anche l’accordo di bucare le ruote alla sua nuova automobile, si procede.

Ma l’angoscia non si estingue: papà potrebbe colpire ancora a sorpresa e il criminale stavolta potrebbe non avere il cuore tenero. Non lo denuncia perché prima cerca di capire. C’era stata la paparazzata in Francia. Ma lui sapeva tutto da un anno. Il chirurgo aveva presentato il suo compagno alla famiglia: "Mamma stava male, volevo che conoscesse la mia vita prima di perderla. Papà all’inizio sembrava averla presa bene. Mai mi sarei aspettato una cosa del genere".

Il pensionato se la prende con la moglie che prende le parti del figlio, la picchia e lei dopo 42 anni di matrimonio decide di separarsi. A febbraio ingaggia due uomini perché picchino il compagno del figlio, che finisce all’ospedale. Infine ad aprile è la volta del criminale sensibile, di origini romene: "Mio figlio è un delinquente, devi spezzargli le dita".

Per due anni il chirurgo vive nel terrore scortato dagli amici, non mette più piede in giardino, cambia studio. Finisce addirittura denunciato dal genitore che si finge vittima e querela per un’aggressione mai esistita. A maggio 2018 va dai carabinieri. Solidarietà dalla sindaca Appendino, da Arcigay Torino. "Peccato solo per i nipotini che non verranno", aveva detto papà prima di scatenare l’inferno.