Per Giorgia Meloni l’unica soluzione alla crisi politica sono le urne. La presidente di Fratelli d’Italia ne è convinta, già da martedì scorso, quando il premier Conte è uscito dal voto di fiducia al Senato con una maggioranza risicata (156 sì, 140 no, 16 astenuti). Da quel giorno la leader di Fd’I non ha mai cambiato opinione: "Questo...

Per Giorgia Meloni l’unica soluzione alla crisi politica sono le urne. La presidente di Fratelli d’Italia ne è convinta, già da martedì scorso, quando il premier Conte è uscito dal voto di fiducia al Senato con una maggioranza risicata (156 sì, 140 no, 16 astenuti). Da quel giorno la leader di Fd’I non ha mai cambiato opinione: "Questo Parlamento non può dare all’Italia una maggioranza compatta per risolvere i problemi degli italiani e fare le scelte coraggiose di cui c’è bisogno. Per Fratelli d’Italia la via maestra sono le elezioni". Andare al voto, secondo la presidente Fd’I, non comporterebbe infatti alcun rischio: "Basti pensare che oggi si sta votando in Portogallo e che a marzo andranno alle urne anche l’Olanda e la Bulgaria".

Anche per l’alleato della Lega Matteo Salvini si deve dare "la parola agli italiani". A Non è l’Arena su La7 spiega: "Basta governi minestrone, basta dare la caccia ai Ciampolillo". Tanto "la maggioranza non li trova altri senatori", quindi "meglio impegnare 5 mesi per andare al voto e stare tranquilli per 5 anni", spiega.

Intanto, il senatore di Forza Italia Andrea Cangini non ha dubbi. E dichiara ai microfoni del Tg3: "Giuseppe Conte non è la soluzione, è il problema". Per uscire dall’impasse politica – prosegue il senatore – e "per salvare il salvabile di questa nostra amata Italia", il premier "salga al Quirinale e rassegni le dimissioni".

Sulla relazione del ministro Bonafede, Forza Italia fa sapere che voterà ’no’. La capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini ha infatti spiegato in una nota che ogni garantista dovrebbe fare altrettanto e soprattutto "senza tatticismi". Quanto al ministro grillino, la capogruppo azzurra chiosa: "Bonafede è l’antitesi del garantismo".

red.pol.