Luca Bernardo, classe 1967
Luca Bernardo, classe 1967
di Andrea Gianni Le forze politiche di centrodestra mettono mano al portafoglio, con la promessa di pagare le spese per la campagna elettorale a Milano. E il candidato sindaco Luca Bernardo va all’attacco con "una denuncia alle autorità competenti" per la pubblicazione sui media del suo messaggio vocale, in una chat della coalizione, nel quale lamentava di non avere il sostegno finanziario dei partiti e minacciava di lasciare. "Il timore è che si sia inserito qualcuno in questa chat – sostiene Bernardo – conosciamo i colpi bassi della sinistra, i...

di Andrea Gianni

Le forze politiche di centrodestra mettono mano al portafoglio, con la promessa di pagare le spese per la campagna elettorale a Milano. E il candidato sindaco Luca Bernardo va all’attacco con "una denuncia alle autorità competenti" per la pubblicazione sui media del suo messaggio vocale, in una chat della coalizione, nel quale lamentava di non avere il sostegno finanziario dei partiti e minacciava di lasciare. "Il timore è che si sia inserito qualcuno in questa chat – sostiene Bernardo – conosciamo i colpi bassi della sinistra, i metodi da ex Unione Sovietica".

Cronache di un’altra giornata di acque agitate nella campagna elettorale milanese, con la sfida al sindaco uscente Giuseppe Sala lanciata da una coalizione di centrodestra che fa fatica a scaldare i motori e ora si ricompatta dopo le polemiche interne. Nel suo messaggio vocale, Bernardo aveva toccato il tasto dolente dei soldi lanciando un ultimatum: "Se entro questa settimana non arrivano almeno 50mila euro a testa da tutti i partiti per questa campagna, io lunedì mattina alle 10 convoco una conferenza stampa e dirò che mi ritiro dalla tenzone elettorale". In seguito alla pubblicazione, il pediatra milanese ha parlato di "tanto rumore per nulla". Poi ha annunciato denunce, ha respinto l’ipotesi di un suo passo indietro e ha ribadito la compattezza di una coalizione che unisce tra gli altri Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, partiti già protagonisti di una infinita telenovela per la scelta del candidato.

La posta in gioco non è da poco: la riconquista di Milano dopo dieci anni di centrosinistra, legata anche agli esiti della partita romana, provocherebbe una scossa a livello nazionale. Nel frattempo i partiti hanno cercato di mettere una pezza sul fronte dei soldi, promettendo che l’anticipo di quanto pattuito per la campagna elettorale verrà saldato. Ad analizzare la situazione è l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che nei mesi scorsi aveva rinunciato a correre contro Sala e ora parla di una partita già persa. "Hanno puntato a chi intestare la sconfitta, soprattutto versus Salvini, piuttosto che a vincere – sottolinea –. Una lotta interna tra partiti della coalizione per la leadership e sul palcoscenico milanese hanno inscenato drammaturgie romane". Intanto Sala sta a guardare. Confusione, polemiche e sfiducia in campo avverso possono solo favorirlo. "Non voglio commentare la questione soldi in sé – spiega –, ma quello che posso dire è che io dai partiti ricevo la somma di euro zero. Non ho chiesto e non ho ricevuto, godo di tanta stima e ho amici e conoscenti che in trasparenza aiutano nella campagna". Parole alle quali, in serata, replica lo sfidante Bernardo: "Io mi vergogno a chiedere ai miei amici e preferisco fare le cose un po’ più trasparenti e ufficiali".