di Elena G. Polidori Il centrodestra ritrova la piazza, promette di "vincere le elezioni regionali" d’autunno e torna a chiedere di andare alle politiche anticipate per "liberare" il Paese da un "governo di incapaci". Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ieri sono tornati in piazza per la prima vera manifestazione di partito dall’inizio della pandemia. Piazza del Popolo, nel rispetto delle regole, è stata divisa in quattro settori: 4.280 sedie distanziate – questo il limite...

di Elena G. Polidori

Il centrodestra ritrova la piazza, promette di "vincere le elezioni regionali" d’autunno e torna a chiedere di andare alle politiche anticipate per "liberare" il Paese da un "governo di incapaci". Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ieri sono tornati in piazza per la prima vera manifestazione di partito dall’inizio della pandemia. Piazza del Popolo, nel rispetto delle regole, è stata divisa in quattro settori: 4.280 sedie distanziate – questo il limite fissato dalla prefettura – ciascuna con sopra una bandiera tricolore, ma a causa di defezioni, alla fine buona parte di un intero settore è rimasto vuoto.

Ma il grido di battaglia è risuonato comunque chiaro, portavoce Giorgia Meloni. Se, ha detto dal palco, "dopo la nostra vittoria alle regionali, al governo resteranno ancora incollati alle poltrone", allora "saremo due milioni in piazza, tenetevi pronti", altro che "manifestazione contingentata". I tre leader hanno quindi confermato il giudizio nettamente negativo nei confronti del governo Conte, dal quale ancora attendono una data per l’incontro annunciato a Palazzo Chigi.

La più applaudita è stata comunque la Meloni, molto scettica sulla reale volontà, o forse capacità, di Conte di intavolare un dialogo con le opposizioni. Prima ha ironizzato sui tanti decreti del governo: "Mi ricordano i sette nani. Hanno nomi bellissimi, ma poi uno se li scorda". E ha aggiunto: "Conte mi dovrebbe presentare proposte concrete da discutere, idee, se ce le hanno, ma la verità è che non hanno uno straccio di idee per la nazione". Quindi, il passaggio più applaudito: "Vinceremo le elezioni regionali e se rimarranno seduti sulle loro poltrone, vi chiameremo in piazza a ottobre e saremo due milioni".

La ‘spallata’ d’autunno, insomma, come una promessa. Confermata anche da Tajani, secondo il quale le elezioni politiche anticipate rappresentano "la via maestra" per Forza Italia. Stesse parole usate dalla Lega, che aveva rimproverato il Cavaliere per un’intervista in cui ribadiva la non chiusura di FI alla ricerca di altre maggioranze in Parlamento in caso di crisi del Conte II. Ma ieri Salvini ha chiuso questo capitolo ribadendo che di Berlusconi si fida "totalmente". Qui "c’è la squadra di governo del futuro", ha assicurato dal palco, e saranno due le riforme, "federalismo e presidenzialismo", che diverranno priorità del prossimo esecutivo. Che, ha enfatizzato, avrà "l’onore di presiedere".