Il vignettista Sergio Staino
Il vignettista Sergio Staino
"Una risata ci guarirà". Sergio Staino, il papà di Bobo, è il disegnatore ufficiale dell’edizione fuori tempo del Carnevale di Viareggio. Ironia, umorismo, sarcasmo, sono i rimedi contro un periodo buio come questo. "Non è vero che il Carnevale a settembre sia fuori tempo, anzi fosse per me lo farei tutto l’anno – racconta divertito Staino –. C’è sempre spazio per il gusto dello sberleffo, della presa in giro contro la politica e gli opportunismi, la trasgressione è il sale della vita". D’altro canto questa festa ha origini antichissime. "C’è persino una componente religiosa nel...

"Una risata ci guarirà". Sergio Staino, il papà di Bobo, è il disegnatore ufficiale dell’edizione fuori tempo del Carnevale di Viareggio.

Ironia, umorismo, sarcasmo, sono i rimedi contro un periodo buio come questo.

"Non è vero che il Carnevale a settembre sia fuori tempo, anzi fosse per me lo farei tutto l’anno – racconta divertito Staino –. C’è sempre spazio per il gusto dello sberleffo, della presa in giro contro la politica e gli opportunismi, la trasgressione è il sale della vita".

D’altro canto questa festa ha origini antichissime.

"C’è persino una componente religiosa nel paganesimo, l’idea poi si è sviluppata dopo l’avvento del cristianesimo come momento di alleggerimento prima della Quaresima. Nel corso del tempo il Carnevale è diventato anche il simbolo della trasgressione godereccia e sessuale".

I tempi ora sono diversi. Si è passati dalla festa in maschera alla mascherina per proteggersi dal virus.

"Davvero, questa similitudine può essere la chiave per capire i nostri tempi. Nell’800 in Toscana la satira politica era un centro di aggregazione della voglia di riscatto del mondo contadino. Senza chi coltivava la terra il nobile non stava in piedi, e il Carnevale era l’occasione per prendersi la rivincita dopo aver preso metà del raccolto".

Siamo a settembre, tempo di vendemmia.

"Ecco il perché della mia vignetta. La vendemmia è un’altra delle grandi feste dell’anno, momento di gioia e aggregazione popolare. Abbiamo bisogno di stare vicini con affetto, veniamo da un periodo disgraziato e nel mondo adesso c’è tanta tristezza. Ecco perché una risata ci salverà, o almeno ci guarirà. E poco importa se i commercianti, mi dicono, siano arrabbiati per la festa di settembre. Stavolta lascino parlare l’allegria e la voglia di stare insieme".

Dicevamo delle maschere del Carnevale e delle mascherine.

"Quest’anno sarà tutto diverso. Lasciamoci alle spalle un momento doloroso, e nel rispetto delle norme igieniche e del distanziamento ritroviamo la voglia di stare insieme. E se per una volta indosseremo la mascherina alla bocca al posto di quella della festa, sugli occhi, pazienza. Ho visto in giro tante protezioni anti Covid colorate, bellissime".

Sembra un grande appassionato di Carnevale.

"Mi sarebbe piaciuto fare il carrista, anzi non ho ancora rinunciato all’idea. Anni fa mi proposero la direzione del Carnevale di Viareggio ma i carristi si opposero perché sono fiorentino. Non so se avessero ragione, ma la voglia di fare festa c’è lo stesso. I carristi sono geniali, devono interpretare lo spirito del tempo e della società molti mesi prima. Sono più avvantaggiato io, una mia vignetta può durare anche solo poche ore, poi tutto cambia".

Il Carnevale a settembre sarà diverso per tutti.

"Sono problemi che ci facciamo noi adulti. Pensi a un bambino, a cui non importa nulla e siamo a settembre o a febbraio. L’importante è fare festa, spesso ce ne dimentichiamo. Il Carnevale me lo porto dentro tutto l’anno".