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17 lug 2022

Spaccio, orecchie squarciate, pestaggi e ossa rotte. La sorte dei pusher schiavi

Valcuvia, clan di marocchini spadroneggiano nel traffico di stupefacenti. Punizioni esemplari ai traditori: due gravi episodi negli ultimi giorni. L’allarme dei carabinieri: "Livello di violenza sempre più preoccupante"

17 lug 2022
marianna vazzana
Cronaca
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Spacciatori italiani si mettono al servizio di capetti africani
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Spacciatori italiani si mettono al servizio di capetti africani

Varese, 17 luglio 2022 - Marocchini armati, tutti clandestini. Si intrufolano nelle case dei cacciatori e prendono i fucili, ma dispongono anche di revolver, kalashnikov e machete che non esitano a usare per conquistare piazze di spaccio e scacciare i rivali. Anche per minacciare i loro stessi uomini che sgarrano e ai quali non sono risparmiate punizioni e torture. Destinate anche ai ’galoppini’ italiani, agli ordini degli stranieri. Un’inversione di ruoli che sarebbe stata impensabile fino a 10 anni fa. Comandano loro nei boschi del Varesotto. Comanda chi ha i soldi dello spaccio. Decine di angoli verdi e grotte in mano a quella che sulle pagine di cronaca è ormai nota come Cupola della droga. Al vertice c’è un capo area, poi un ’luogotenente’ che controlla la propria zona occupata dai pusher. Infine i ’sottomessi’, anche italiani, tossicodipendenti o sbandati che fanno da autisti sia per i capi, sia per i clienti che hanno più disponibilità economica, in cambio di qualche grammo. La domanda di dosi non si arresta mai. E nella geografia dello spaccio a cielo aperto allargata ai territori del Comasco, sono oltre 50 i boschi della droga mappati dalle forze dell’ordine. Una situazione che è andata degenerando con il tempo. "È così da anni – spiega il capitano Alessandro Volpini, comandante della Compagnia dei carabinieri di Luino, in provincia di Varese –. Notiamo l’incremento della violenza, che alza anche il livello di pericolosità di questa gente". Si riferisce alle torture, almeno due, venute a galla nell’ultimo mese: lo scorso 4 giugno un venticinquenne marocchino è stato legato a un albero e torturato da un gruppo di connazionali. Lo hanno spogliato e frustato per 7 ore, gli hanno spezzato le ossa di un braccio, con un coltello gli hanno squarciato la pelle dietro un orecchio. "Questo – spiega il ...

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