Mercoledì 24 Luglio 2024
NINO FEMIANI
Cronaca

Il bimbo morto nel pozzo. Anche l’educatrice tra gli indagati. Cercò di salvare la vita al piccolo

Si calò con una fune per provare a raggiungere Vincenzo. Fu recuperata ferita e in lacrime. Sale a otto il numero degli operatori sotto inchiesta assieme al titolare del terreno. L’accusa è omicidio colposo.

Il bimbo morto nel pozzo. Anche l’educatrice tra gli indagati. Cercò di salvare la vita al piccolo

Il bimbo morto nel pozzo. Anche l’educatrice tra gli indagati. Cercò di salvare la vita al piccolo

Arriva l’iscrizione nel registro degli indagati anche per l’educatrice-eroe che ha tentato, coraggiosamente, di soccorrere il bambino di 10 anni caduto in un pozzo artesiano a Palazzolo Acreide, nel Siracusano. Un’iscrizione che suscita commozione perché Carmela Caligione, 57 anni, membro della Fondazione Anfass che aveva organizzato l’escursione, si era calata nel pozzo di quindici metri, per metà colmo d’acqua, nel disperato tentativo di salvare il piccolo Vincenzo Lantieri. Era risalita in lacrime, disperata per non essere riuscita a salvare il ragazzino su cui vigilava, grande come un suo nipotino. L’inserimento dell’educatrice nel registro degli indagati rappresenta, tuttavia, un atto dovuto per permetterle di nominare un consulente che possa partecipare, la prossima settimana, all’autopsia del piccolo, esame irripetibile che si svolgerà all’obitorio dell’ospedale di Siracusa.

L’inchiesta segna, quindi, un totale di nove indagati. Oltre alla Caligione, figurano nel registro anche Giuseppe Giardina, proprietario del terreno e presidente della onlus, insieme ad altri sette volontari dell’organizzazione. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. La morte del bambino, che partecipava al campo estivo con il fratellino disabile, allunga un’ombra sulla onlus, impegnata da oltre venti anni nell’offrire esperienze educative e ricreative ai bambini alcuni dei quali con piccoli handicap. La fattoria didattica, dove è avvenuta la tragedia, era stata scelta come tappa volta a coniugare apprendimento e divertimento, attraverso laboratori e camminate all’aria aperta, ma la tragedia ha scatenato una riflessione sulla sicurezza delle strutture e dei luoghi. La presenza di un pozzo artesiano, privo delle necessarie misure di protezione, serrato da un semplice chiavistello, solleva interrogativi.

La procuratrice di Siracusa, Sabrina Gambino, ha effettuato ieri un sopralluogo nell’azienda agricola e si è focalizzata sulle misure di sicurezza del pozzo e di tutta l’area. Per questo motivo l’autopsia, prevista per oggi, è stata rimandata alla prossima settimana. L’esame autoptico sarà cruciale per chiarire le cause della morte (annegamento, come sembrava all’inizio, o fratture mortai), i tempi de decesso) e offrire poi elementi decisivi per l’inchiesta.

Attenzione viene rivolta dagli inquirenti anche sulla tempistica dei soccorsi: resta da chiarire se l’intervento dei vigili del fuoco sia stato abbastanza rapido da poter salvare il bimbo. La domanda cruciale è se un intervento più sollecito avrebbe potuto fare la differenza.