I social imbavagliano sempre di più Donald Trump. Il tycoon, subito dopo l’assalto al Campidoglio, si è visto rimuovere per sempre l’account su Twitter. La decisione è arrivata dopo due cinguettii che il social ha ritenuto veri e propri incitamenti alla violenza. Giovedì Facebook e Instagram avevano deciso di bloccare le pagine controllate da Trump almeno fino al 20 gennaio, giorno in cui alla Casa Bianca entrerà Joe Biden. Anche Snapchat, YouTube, Twitch e Reddit (altre piattaforme di condivisione di contenuti) hanno censurato interventi di Trump o congelato le sue pagine.

Il tycoon sembrava pronto a sbarcare su Parler, considerato il Twitter dell’ultradestra. Il trasferimento per ora non è avvenuto, ma Google ha deciso di giocare d’anticipo e ha già eliminato la app dal suo store. Apple ha dato un ultimatum di 24 ore: "Rimuovete tutti i contenuti che incitano all’odio o alla violenza. Se non lo farete, vi elimineremo dal nostro negozio digitale".

Il tycoon, che ieri ha incassato un appoggio inaspettato contro la "censura di Twitter" dal dissidente russo Navalny, aveva annunciato una reazione: "Stiamo vagliando la possibilità di aprire un nostro social. Non verremo silenziati".

Negli anni, Donald aveva ammassato 88,8milioni di follower su Twitter, 33 milioni su Facebook e 24,6 milioni su Instagram. Un’ottima base di partenza per lanciare quello che in molti già chiamano Trumpnet.