In tedesco si chiamano "Impfmuffel", i pigroni delle vaccinazioni. Non sempre sono no vax agguerriti, ma di certo non corrono a farsi vaccinare. In Alto Adige neanche chi lavora nel settore sanitario sembra immune a questa pigrizia, visto che circa la metà degli operatori negli ospedali e nelle Rsa finora non è ancora...

In tedesco si chiamano "Impfmuffel", i pigroni delle vaccinazioni. Non sempre sono no vax agguerriti, ma di certo non corrono a farsi vaccinare. In Alto Adige neanche chi lavora nel settore sanitario sembra immune a questa pigrizia, visto che circa la metà degli operatori negli ospedali e nelle Rsa finora non è ancora vaccinata. A questo punto, con un certo anticipo e con l’ok di Roma, tocca già agli over 80 e alle altre categorie a rischio. La Provincia di Bolzano attualmente è infatti fanalino di coda nella somministrazione dei vaccini. Secondo l’assessore alla sanità Thomas Widmann, visto che non c’è abbastanza personale disposto a farsi vaccinare, in accordo con Roma, vengono anticipate le altre categorie. L’obbiettivo è somministrare entro la settimana il 60% delle dosi consegnate. Widmann ha lamentato una "scarsa cultura delle vaccinazioni" tra gli altoatesini, che dimostrano anche i dati delle vaccinazioni anti-influenzali degli scorsi anni e ha annunciato una campagna di informazione e sensibilizzazione a riguardo.

Il movimento no vax è infatti ben radicato in Alto Adige. Per il momento solo il 50,2% del personale sanitario dell’Asl, ovvero 5.062 addetti, ha ricevuto il vaccino Pfizer. Secondo l’assessore, vanno però presi in considerazione i 444 operatori sanitari attualmente infetti, che non possono essere vaccinati, come anche 1.549 operatori guariti nell’Asl e 1.399 nelle Rsa. Secondo Widmann, "sarebbe eticamente opportuno aderire alla campagna per proteggere in questo modo i pazienti, ma questo con l’attuale normativa non può essere imposto e resta su base volontaria".

red. int.