Un inglese su quattro ammette di non ricordare quando ha avuto l’ultimo rapporto sessuale. Gli altri tre tergiversano. In piena emergenza qualcuno ha avuto il coraggio di sondare la tenuta della libidine fra 10 mila britannici imprigionati nelle maglie sempre più strette delle chiusure anti Covid. Pochissimi ne hanno ancora voglia. E chi ce l’ha se la fa passare. Le risposte incassate dalla società angloamericana MysteryVibe (settore sex toys, perché qualcuno deve pur continuare a crederci) sorprendono solo chi resta convinto che Eros vada sempre a braccetto con Thanatos: nel tempo sospeso della pandemia i due eterni complici prendono le...

Un inglese su quattro ammette di non ricordare quando ha avuto l’ultimo rapporto sessuale. Gli altri tre tergiversano. In piena emergenza qualcuno ha avuto il coraggio di sondare la tenuta della libidine fra 10 mila britannici imprigionati nelle maglie sempre più strette delle chiusure anti Covid. Pochissimi ne hanno ancora voglia. E chi ce l’ha se la fa passare. Le risposte incassate dalla società angloamericana MysteryVibe (settore sex toys, perché qualcuno deve pur continuare a crederci) sorprendono solo chi resta convinto che Eros vada sempre a braccetto con Thanatos: nel tempo sospeso della pandemia i due eterni complici prendono le distanze, la morte è talmente vischiosa che il desiderio avvizzisce. Gli italiani non sono messi meglio degli inglesi.

Altro studio sotto le lenzuola, stessi risultati: l’83% degli intervistati confessa un crollo verticale dell’attività. E porta come alibi l’ansia, la paura del contagio, le limitazioni della mobilità, il distanziamento sociale. O la presenza di bambini in casa. E la noia, regina in pantofole dei giorni tutti uguali. Il sesso non vuole pensieri, diceva un vecchio adagio. Ma ha bisogno di tantissime altre cose, anche solo il preambolo di un caffè che porta sviluppi interessanti al cinema che porta al sushi eccetera. È saltata l’aritmetica della seduzione, quel mettere e togliere addendi dentro uno schema conosciuto dove la variabile più fastidiosa poteva essere l’alito pesante. Del percorso a tappe che in tanti abbiamo affrontato sognando magari stimoli meno banali non resta niente (bella lezione per chi non ha apprezzato quando poteva). Via i bar, le sale buie, i ristoranti. Via le palestre, i teatri, le milonghe dove “balla signorina?” apriva un mondo. Via anche gli uffici, che nella letteratura del corteggiamento fanno la loro bella figura. E via le scuole, che tutti ricordiamo innanzitutto come palestre dell’affettività. Cosa resta? Che modello di vita ci viene imposto da quasi un anno? Il 25% degli inglesi sostiene di non avere mai fatto sesso durante tutto il 2020, le donne soprattutto. E d’altra parte, trascurando le paranoie, dove incontrarsi, coltivarsi, lasciarsi?

Qualcuno si sente brutto. Fuori allenamento. Siamo irritabili e irritanti dentro questo eterno mercoledì che nemmeno un crepuscolare come Marino Moretti avrebbe immaginato così pernicioso. Casa, lavoro, spesa, casa. Mascherina sul naso, le nuove nuance del Pantone in tasca per azzeccare il colore giusto, la paura di sbagliare. Sinceramente: fareste sesso con gente così? Gente con l’ampolla del disinfettante agganciata al portachiavi e la nonna ricoverata? Gli spaiati sono prevedibilmente quelli messi peggio e stimano nel 98% il crollo di contatti dentro la loro personale recessione. I conviventi si dicono scocciati. Diminuiscono i baci e il sesso orale, la fantasia sonnecchia. Gli inglesi hanno quasi smesso ma potrebbe andare anche peggio. Il governo sta pensando di eliminare le “support bubbles”, le bolle di sostegno considerate la scorsa estate la fine del “sex ban”, il santuario protetto dove i single potevano stringere legami con un’altra persona. Dire “formiamo una bolla” non era il massimo ma un romantico poteva perfino trovarci un senso. E adesso rimpiangerà anche quello.