Igor Vaclavic, detto Igor il russo
Igor Vaclavic, detto Igor il russo

Ferrara, 15 dicembre 2017 - Ha terrorizzato il Ferrarese ed è stato inseguito da forze dell'ordine e militari per giorni e giorni ad aprile, finché il killer di Budrio Norbert Feher, alias Igor il Russo, è stato finalmente arrestato, dopo nove mesi. Ed è successo in Spagna, e non senza spargimento di sangue, visto che questa volta ha ucciso due agenti della Guardia Civil e un cittadino iberico. 

Il nome di Igor in Italia faceva sussultare le procure, soprattutto quelle emiliano-romagnole, da quando il primo di aprile uccise Davide Fabbri in una tabaccheria di Riccardina di Budrio, in provincia di Bologna, risparmiando la moglie. L'8 dello stesso mese, con i carabinieri che già gli davano la caccia, freddò la guardia ecologica volontaria Valerio Verri e ferì il collega Marco Ravaglia, colpevoli solo di averlo incontrato. In più Igor è sospettato anche dell'uccisione del metronotte Salvatore Chianese, guardia giurata di 42 anni, ucciso la notte del 30 dicembre 2015 all'ingresso della cava 'Manzoni Vecchia' di Savio, nel ravennate, presumibilmente con un fucile da caccia calibro 12.

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Il 'Russo' poi sparì prima nella palude estense e poi nelle campagne di Bologna, Ferrara e Ravenna. Lì le forze dell'ordine lo hanno cercato per almento tre mesi. Igor dimostrò subito di conoscere bene la zona, e non si fece prendere. Alla sua facilità di fuga si aggiungeva una certa confusione sulla sua identità,  a lungo confusa dagli alias. E' Igor 'il russo', poi Ezechiele, infine Norbert 'il serbo'. 

Non si trovava e in campo scesero anche i militari dei servizi speciali, tra Tuscania e Cacciatori di Calabria, lo cercano giorno e notte tra le campagne di Bologna, Ferrara e Ravenna, con l'ausilio di cani molecolari, elicotteri e droni.

Le autorità seguirono da vicino la caccia: il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, prese parte personalmente ad almeno due vertici operativi. Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, in visita a Molinella, assicurò che "fino a quando non sarà catturato noi non ci fermeremo". Ma ormai Igor era un fantasma. 

Wanted. Sulla 'testa' di Igor era stata messa, da amici e parenti (che avevano contattato anche alcune agenzie di investigazione private), una taglia di 50mila euro da vivo, e di 25mila euro da morto. Una ricompensa a chi per primo evrebbe fornito "notizie precise per rintracciare in concreto e quindi ad assicurare alla giustizia" il pericoloso latitante. A questa taglia si aggiunse anche una raccolta fondi per incrementarla con le donazioni dei cittadini. "La taglia a tutt'oggi è ancora attiva - conferma il legale raggiunto dall'Agi al telefono.