22 feb 2022

Identificazione preventiva dei ragazzi. Il metodo Bologna divide ma funziona

La questura è riuscita a ridurre gli episodi di movida violenta. "Non è una schedatura". Scoppia la polemica

nicola bianchi e luca orsi
Cronaca
Scene di violenza notturna in via Zamboni, nella zona universitaria di Bologna
Scene di violenza notturna in via Zamboni, nella zona universitaria di Bologna

L’incubo della malamovida popola da anni – che ormai sono decenni – le notti insonni dei residenti di alcune aree del centro di Bologna. Confinata nei primi tempi in piazza Verdi e dintorni, nel cuore della cittadella universitaria, la moda delle notti alcoliche sguaiate e senza regole si è piano piano diffusa a domino in altre zone centrali della città. Fino a culminare con i recenti, ripetuti episodi di violente risse fra giovani e aggressioni a pochi passi dalle Due Torri. E dopo anni di polemiche, con cittadini esasperati riuniti in comitati antidegrado, fa ora discutere quello che è diventato il ‘caso Bologna’. Da un mese a questa parte, le forze dell’ordine – su iniziativa del questore Isabella Fusiello, sostenuta dal sindaco Pd Matteo Lepore – hanno messo in campo un’operazione di identificazione a tappeto dei gruppi di giovani che la notte frequentano le zone più calde della movida. Ai fermati vengono chiesti, e fotografati, i documenti. "Si tratta di procedure di identificazione di prassi che rientrano in attività preventive e non repressiva", ha spiegato ieri il questore Fusiello, incontrando sei consiglieri comunali di maggioranza (Pd, Coalizione civica e lista Lepore), fra i quali Mattia Santori, leader delle Sardine eletto a Palazzo d’Accursio con i dem, delegato del sindaco alle Politiche giovanili. I consiglieri, sui social, avevano espresso preoccupazioni per le procedure "di fotosegnalamento" di "giovani e adolescenti" da parte di polizia e carabinieri durante i controlli in centro, specie nei fine settimana. "In tanti – così il post – hanno testimoniato di essere stati avvicinati dalle forze dell’ordine e di essere stati fotografati con in mano il documento di identità, sotto minaccia di essere scortati in questura". Identificare, avvertono i sei consiglieri comunali di centrosinistra, "non è la strada: basta alle schedature indiscriminate dei giovani". Sempre nel post si ...

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