I vescovi americani voteranno sulla comunione a Joe Biden, il secondo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti dopo John F. Kennedy, ma le cui posizioni pro-aborto hanno fatto discutere i vertici della Chiesa. Una portavoce della Conferenza episcopale americana ha annunciato che la riunione di giugno esaminerà "il tema della comunione" e se...

I vescovi americani voteranno sulla comunione a Joe Biden, il secondo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti dopo John F. Kennedy, ma le cui posizioni pro-aborto hanno fatto discutere i vertici della Chiesa. Una portavoce della Conferenza episcopale americana ha annunciato che la riunione di giugno esaminerà "il tema della comunione" e se autorizzare i vescovi, in una data successiva, a elaborare un documento in materia. Un alto prelato citato dai media Usa ha spiegato che lo scopo del futuro documento sarà di "chiarire la posizione della Conferenza episcopale per cui Biden e altri politici cattolici non si dovrebbero presentare all’altare per ricevere la comunione". L’arcivescovo Joseph Naumann di Kansas City, che presiede il Comitato delle Attività per la Vita, ha aggiunto che occorre chiarire una posizione confusa: "Come può Biden dire di essere un devoto cattolico quando fa cose contrarie all’insegnamento della Chiesa?".

La potenziale ’scomunica’ del presidente è sostenuta dall’ala conservatrice dell’episcopato americano ma in base al diritto canonico i cattolici rispondono alle direttive dei vescovi locali e nelle due diocesi in cui Biden va in chiesa – il Distretto di Columbia e il Delaware – il capo della Casa Bianca non ha incontrato finora obiezioni ad accostarsi al sacramento. L’ultima volta in cui i vescovi votarono sulla comunione ai politici fu nel 2004: la decisione 183 a sei fu di lasciare la decisione sui politici pro-aborto ai singoli vescovi. Quell’anno il tema era di attualità perché John Kerry, un altro cattolico, correva per la Casa Bianca e una decina di alti prelati gli rifiutarono l’Eucarestia a causa delle posizioni pro-choice. È difficile prevedere cosa succederà a giugno. Ai vescovi servono i due terzi dei voti per dare luce verde al documento.