Aumenta a 73 casi su 100.000 abitanti l’incidenza dei casi di Sars-CoV-2 in Italia e sale anche il numero dei ricoverati in rianimazione: il quadro dell’epidemia di Covid-19 in Italia che emerge dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute invita a non abbassare la guardia. Arrivano intanto le nuove regole sulla quarantena, fissate in una circolare del ministero. "Sale l’incidenza, l’Rt è sceso a 1,27 ma è comunque ancora sopra l’unità e le terapie intensive sono sotto la soglia critica a livello nazionale, tuttavia – ha detto il direttore della Prevenzione del ministero, Giovanni Rezza – l’ampia circolazione delle varianti e le molte aggregazioni suggeriscono che faremmo bene a mantenere comportamenti prudenti e che dovremmo correre a vaccinarci"....

Aumenta a 73 casi su 100.000 abitanti l’incidenza dei casi di Sars-CoV-2 in Italia e sale anche il numero dei ricoverati in rianimazione: il quadro dell’epidemia di Covid-19 in Italia che emerge dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute invita a non abbassare la guardia. Arrivano intanto le nuove regole sulla quarantena, fissate in una circolare del ministero. "Sale l’incidenza, l’Rt è sceso a 1,27 ma è comunque ancora sopra l’unità e le terapie intensive sono sotto la soglia critica a livello nazionale, tuttavia – ha detto il direttore della Prevenzione del ministero, Giovanni Rezza – l’ampia circolazione delle varianti e le molte aggregazioni suggeriscono che faremmo bene a mantenere comportamenti prudenti e che dovremmo correre a vaccinarci".

I dati dell’aggiornamento quotidiano sull’epidemia forniti dal ministero della Salute indicano che i casi positivi continuano ad aumentare, anche sempre lentamente: i 7.409 nuovi positivi (contro i 7.270 del giorno prima) segnano un incremento di poco superiore al 10% rispetto ai 6.559 nuovi casi di sette giorni prima. In 24 ore il numero dei decessi è salito da 30 a 45. Salgono ancora, di 17 unità, i ricoveri nelle unità di terapia intensiva, per un totale di 369; gli ingressi giornalieri sono stati 35 (contro i 37 del giorno prima).

I dati del monitoraggio indicano inoltre che Il tasso di occupazione nelle terapie intensive è in leggero aumento al 4%, con il numero dei ricoverati salito da 258 a 322 nel periodo compreso fra il 3 e il 10 agosto. Segna un incremento di 58 unità in 24 ore anche il numero dei ricoverati nei reparti ordinari. Anche in questo ambito il monitoraggio del ministero indica un tasso di occupazione in aumento del 5%, con i ricoveri saliti da 2.196 a 2.880 dal 3 al 10 agosto. Sempre secondo il monitoraggio del ministero della Salute, sono 18 le regioni che risultano classificate a rischio moderato, le restanti che risultano classificate a rischio basso sono il Lazio e le due province autonome di Trento e Bolzano.

Mentre il ministero segnala un aumento dei casi dovuti alla variante Delta del virus SarsCoV2, arrivano le nuove regole sulla quarantena, contenute in una circolare del ministero della Salute. "I contatti asintomatici ad alto rischio (contatti stretti) di casi con infezione da Sars-CoV-2 identificati dalle autorità sanitarie, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 7 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo". Precedentemente bisognava aspettare dieci gioni. Per contatto stretto si intende una persona che vive nella stessa casa di un caso Covid o anche una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti. "Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il settimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall`ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico".

Per chi non si è immunizzato tutto resta come prima: i contatti stretti di casi con infezione da Sars-CoV-2 che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni – si legge ancora – possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall`ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il decimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall`ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico".