Le due sorelle Zani e Milani il 22 luglio scorso hanno consegnato, con l’avvocato, ai carabinieri i propri smartphone resettati alle impostazioni di fabbrica. "Silvia dichiarava di non avere messo prima l’apparecchio nella disponibilità degli investigatori ‘perché provavo vergogna all’idea che altre persone potessero vedere foto e conoscere dati della mia vita privata e attinenti alle pratiche sessuali con il mio fidanzato Mirto. Mi vergognavo anche che si venisse a sapere che mi ero iscritta a un sito di scambisti’. La sorella Paola – si legge nell’ordinanza – "giustificava il pregresso comportamento asserendo di provare vergogna all’idea ‘che altre persone potessero venire a sapere che ho una relazione con il fidanzato di mia sorella Mirto Milani Mirto’".