L'assassinio del commissario Calabresi
L'assassinio del commissario Calabresi
"Che fossero la feccia della nostra generazione non v’è dubbio". Giampiero Mughini, 80 anni, ha visto da vicino i protagonisti dell’estremismo di sinistra degli anni Settanta. Direttore responsabile del giornale di Lotta Continua, poi coscienza critica, voce nel deserto per gridare tutto il male nato in quegli anni. Sempre tranciante, oggi ancora di più. La parola feccia non l’aveva mai pronunciata? "Mai, ma era come se l’avessi usata. Ma cos’erano i terroristi? Idealisti, romantici, combattenti della libertà, apostoli del proletariato? Macché! Erano delinquenti che ammazzavano magistrati, che sparavano alle spalle di un commissario 33enne di polizia, ucciso come un cane. Canaglie di strada. Se non è feccia questa. Dice che erano mossi da ideali nobili? Maddai, anche gli ufficiali delle SS quando catturavano gli ebrei si reputavano spinti da...

"Che fossero la feccia della nostra generazione non v’è dubbio". Giampiero Mughini, 80 anni, ha visto da vicino i protagonisti dell’estremismo di sinistra degli anni Settanta. Direttore responsabile del giornale di Lotta Continua, poi coscienza critica, voce nel deserto per gridare tutto il male nato in quegli anni. Sempre tranciante, oggi ancora di più.

La parola feccia non l’aveva mai pronunciata?

"Mai, ma era come se l’avessi usata. Ma cos’erano i terroristi? Idealisti, romantici, combattenti della libertà, apostoli del proletariato? Macché! Erano delinquenti che ammazzavano magistrati, che sparavano alle spalle di un commissario 33enne di polizia, ucciso come un cane. Canaglie di strada. Se non è feccia questa. Dice che erano mossi da ideali nobili? Maddai, anche gli ufficiali delle SS quando catturavano gli ebrei si reputavano spinti da ideali nobili. Ripeto: erano feccia. Cesare Battisti in un modo che fa paura, Ovidio Bompressi, poverino, era un ragazzo di provincia a cui hanno affidato il compito di uccidere. Poi taluni di quelli che non hanno sparato hanno fatto carriera".

Una generazione rovinata dal terrore degli anni di piombo?

"Dalla mia generazione è scaturito il terrorismo rosso e la contrapposizione fanatica, psicotica, con i fascisti. Una contrapposizione che 30 anni dopo la fine della guerra civile non aveva nessuna ragione d’essere. Morti su morti".

A sinistra erano i compagni che sbagliano...

"Alt, non si deve pronunciare quella frase in mia presenza. Basta con questo compagni che sbagliano".

Ma l’eco di questo concetto permane ancora oggi... Ha letto Sofri?

"Sofri è assolutamente convinto che loro sono stati i migliori della loro generazione. Lui difende innanzitutto se stesso, non credo che abbia molta simpatia per i brigatisti. Ogni suo articolo è fatto per lusingare un pezzetto di società culturale ‘di sinistra’".

Che ancora resiste in Italia?

"Aveva una grande presenza nella società italiana e Sofri ne era uno dei capi adorati. Ancora oggi ci sono quelle 4050mila persone di questo tipo in Italia che determinano il successo di certi libri. Se esce un libro che descrive quelle persone come eroi romantici, vende migliaia di copie. Se scrivi che erano feccia, vendi tre copie".

Perché è ancora così dopo 50 anni?

"I 60-70enni sono conviti di aver vissuto anni memorabili. All’università ricordo dei ragazzi che stavano con la bocca aperta ad ascoltare puttanate di cui poi si sono nutriti per anni. Puttanate che hanno insozzato la mia generazione".

Lei dice: amnistia purché chiedano scusa.

"Hanno 70-80 anni, sono malati come Pietrostefani, è ridicolo buttarli in galera. È stata una tragedia, chiudiamola. Senza dimenticare nulla però".

Si torna al clima politico, al pensiero che, come ha scritto 'il Manifesto', erano "avvenimenti sbagliati e scellerati ma di natura politica".

"Ma quali giustificazioni politico-ideali c’erano per ammazzare Aldo Moro, per sparare quattro colpi in faccia all’ex partigiano Carlo Casalegno? Nessuna giustificazione per le canaglie che spararono. L’Italia non era davvero il Cile o l’Argentina".

E la Francia? Li ha protetti fino a oggi.

"Mitterrand, che era un uomo politico al 200%, pensò di arricchire la sua identità politica ospitando questi figli del romanticismo rivoluzionario degli anni 70. Però si è rifiutato di ospitare Bettino Craxi, uno dei giganti della politica italiana. Ha difeso un branco di assassini ma non Craxi. Ho detto tutto"

Però faceva comodo anche agli italiani lasciare gli ex terroristi oltralpe e rimuovere i conti.

"Osservazione pertinente. Abbiamo scaricato il problema a casa d’altri. Poi gli anni sono passati e non c’è più nulla della difesa ideale di questi assassini".

Perché nessun altro ha definito con tanta forza gli ex terroristi come una feccia?

"Molti devono ripetere a se stessi che erano i migliori. Devono difendere la memoria dei cortei, dei volantini, dei giornali di quegli anni. Devono giustificare il fatto di avere imparato a memoria il libretto di Mao con cui al massimo ci si potevano pulire le scarpe... Sa qual è il mio ricordo più drammatico e amaro del tempo?"

Dica.

"La bionda che era stata l’amore dei miei 20 anni che sfila il Primo maggio 1969 sotto le gigantografie di Mao e Stalin nel corteo di Servire il popolo. Che amarezza".