Kandahar sotto assedio talebano. Ucciso da una bomba il segretario del governatore
Kandahar sotto assedio talebano. Ucciso da una bomba il segretario del governatore
di Lorenzo Bianchi "I talebani stanno guadagnando rapidamente terreno", ammette il generale Scott Miller, comandante di ‘Resolute support’, la missione della Nato in Afghanistan. E aggiunge: "Mi piacerebbe non dover voltare le spalle al popolo afgano". Il 2 luglio, i suoi uomini hanno abbandonato la grande base aerea di Bagram, 65 chilometri a nord di Kabul, un colosso che è arrivato ad ospitare 40mila persone fra soldati e addetti civili. Era stata costruita nel 1950. Fu il perno dell’intervento sovietico negli anni ’80. Nel 2001 diventò il punto di partenza dell’offensiva americana contro al-Qaida....

di Lorenzo Bianchi

"I talebani stanno guadagnando rapidamente terreno", ammette il generale Scott Miller, comandante di ‘Resolute support’, la missione della Nato in Afghanistan. E aggiunge: "Mi piacerebbe non dover voltare le spalle al popolo afgano". Il 2 luglio, i suoi uomini hanno abbandonato la grande base aerea di Bagram, 65 chilometri a nord di Kabul, un colosso che è arrivato ad ospitare 40mila persone fra soldati e addetti civili. Era stata costruita nel 1950. Fu il perno dell’intervento sovietico negli anni ’80. Nel 2001 diventò il punto di partenza dell’offensiva americana contro al-Qaida.

Il 4 luglio è caduta Panjwai, chiave di volta per l’assedio di Kandahar, la città nella quale il mullah Omar si proclamò ‘emiro dei credenti’ nel 1996. Milletrentasette soldati dell’esercito nazionale di difesa e sicurezza afgana si sono rifugiati in Tajikistan sfruttando il semaforo verde delle autorità locali. Fuggivano dal Badakhshan, una provincia nella quale il governo centrale ha perso il controllo di 17 distretti. Alcuni residenti hanno detto alla tv afgana ToloNews che rischia di cadere anche Faizabad, due milioni e 800mila abitanti. Il 4 luglio l’emittente televisiva calcolava che in 24 ore i talebani si erano impadroniti di 9 distretti.

L’offensiva è cominciata nelle zone rurali ai primi di maggio sotto la direzione militare del mullah Mohammad Yakoob, il figlio dell’emiro Omar. In totale i talebani controllerebbero ora 160 distretti su 421.

Si accendono lampi e prospettive di guerra civile. A Mazar-i-Sharif un ex mujaheddin che ora siede in Parlamento ha arruolato una forza di autodifesa di 2.000 effettivi. Paga 120 dollari a ogni persona che decide di impugnare le armi contro i talebani. A Ghwor, nel settentrione tagico e hazara del Paese, si è schierata una milizia di auto protezione degli abitanti formata solo da donne. Shuhail Shaheen, un portavoce degli ‘studenti coranici’, non concede spazi di compromesso e annuncia uno stato teocratico: "Dopo settembre ogni militare straniero sarà considerato un occupante. Il governo attuale è moribondo. L’Afghanistan sarà un emirato islamico".

In Afghanistan resteranno solo i 650 soldati che dovranno proteggere l’ambasciata statunitense di Kabul. La responsabilità delle operazioni americane sarà affidata al capo del Comando centrale Kenneth F. McKenzie. Il supporto aereo alle forze dell’esercito nazionale afgano di difesa e sicurezza dovrebbe arrivare dalle basi che gli Usa hanno in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti o da portaerei schierate nel Golfo. Il Pakistan si è autoescluso.

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha confermato che il ritiro delle truppe sarà completato entro la fine di agosto. Sarà l’epilogo delle operazioni cominciate il 7 ottobre del 2001. Fino al mese di maggio del 2020 hanno perso la vita 3.502 militari della coalizione a guida americana. I caduti italiani sono stati 53. La Cina spera che le si aprano nuovi spazi di influenza. Per la ‘Via della seta’ aveva progettato una ferrovia che colleghi Kabul alla città pachistana di Peshawar.