Come se nulla fosse. Come se non bastassero le sentenze definitive della magistratura. La sinistra francese degli intellettuali, la gauche caviar, non ci sta. Diverse di personalità dello spettacolo e della cultura in Francia hanno infatti firmato un appello, rivolto al presidente Emmanuel Macron, "per mantenere l’impegno preso dalla Francia" nei confronti degli esiliati italiani per cui è...

Come se nulla fosse. Come se non bastassero le sentenze definitive della magistratura. La sinistra francese degli intellettuali, la gauche caviar, non ci sta. Diverse di personalità dello spettacolo e della cultura in Francia hanno infatti firmato un appello, rivolto al presidente Emmanuel Macron, "per mantenere l’impegno preso dalla Francia" nei confronti degli esiliati italiani per cui è stata richiesta l’estradizione, dei loro figli e delle loro famiglie. Fra i firmatari, che sollecitano Macron a non comportarsi come avrebbe fatto, al suo posto, un esponente del Rassemblement National, la stilista Agnès B., l’attrice Valeria Bruni-Tedeschi (sorella di Carla), il filosofo Georges Didi-Huberman, la scrittrice Annie Ernaux, e i registi Costa-Gavras, Jean-Luc Godard. "Forse voi non avreste preso la decisione (adottata da Mitterrand, ndr). Ma il contesto era diverso, la ‘strategia della tensione’ era ancora viva, i giuristi francesi erano spesso perplessi per le ‘leggi speciali’ su cui si basavano le procedure italiane. Qualsiasi possa essere l’opinione su questa eredità, converrete che non si può risalire il corso del tempo, né cambiare gli avvenimenti del passato", si legge nella lettera pubblicata su Libération, in cui si sottolinea che tutte le decine di persone uscite dalla clandestinità "hanno rispettato il loro impegno a rinunciare alla violenza".

"Mentre queste persone hanno oggi fra i 65 e gli 80 anni, hanno i problemi legati alla loro età, di salute, di dipendenza, di invecchiamento, alcuni in Italia li usano come comodi spaventapasseri per obiettivi di politica interna che non ci riguardano", si precisa, ricordando che "in Francia sono imprescrittibili solo i crimini contro l’umanità. Eguagliare questi omicidi ai genocidi, assimilare le persone accolte dalla Repubblica francese ai nazisti nascosti da qualche dittatura in Medio Oriente, significa mostrare un relativismo che può solo rallegrare i circoli dei negazionisti e dei loro amici di estrema destra".