Le operazioni di soccorso sul Monte Rosa
Le operazioni di soccorso sul Monte Rosa
Roma, 5 luglio 2021 - Negli ultimi anni si stanno verificando sempre più incidenti in quota, un fenomeno dovuto in parte al numero sempre crescente di persone che si avvicinano alla montagna e all’alpinismo. Sulle vie normali più conosciute delle Alpi spesso bisogna fare i conti lunghe file di scalatoriescursionisti. Monte Rosa: due amiche morte assiderate. Ecco chi erano Paola e Martina C’è chi invoca il numero chiuso su alcuni itinerari. Cosa ne pensa una guida alpina? "La montagna non è esclusiva e dovrebbe essere di tutti. Detto questo, se una volta c’erano 10 persone su un itinerario ora se ne incontrano 50, con tutti i rischi che comporta anche su...

Roma, 5 luglio 2021 - Negli ultimi anni si stanno verificando sempre più incidenti in quota, un fenomeno dovuto in parte al numero sempre crescente di persone che si avvicinano alla montagna e all’alpinismo. Sulle vie normali più conosciute delle Alpi spesso bisogna fare i conti lunghe file di scalatoriescursionisti.

Monte Rosa: due amiche morte assiderate. Ecco chi erano Paola e Martina

C’è chi invoca il numero chiuso su alcuni itinerari. Cosa ne pensa una guida alpina?

"La montagna non è esclusiva e dovrebbe essere di tutti. Detto questo, se una volta c’erano 10 persone su un itinerario ora se ne incontrano 50, con tutti i rischi che comporta anche su vie e montagne che sembrano a portata di mano. Bisognerebbe far capire a coloro che si avvicinano all’alpinismo che l’ambiente della montagna comporta dei rischi. Bisognerebbe sempre ‘volare bassi’ e avere sempre un po’ di paura per non cacciarsi nelle situazioni di non ritorno", commenta Fabio Lenti, guida, tecnico del Soccorso alpino e da anni impegnato nella prevenzione degli incidenti in montagna.

Quali sono i suggerimenti?

"Se non si è proprio esperti bisogna farsi accompagnare da una guida. Muoversi con il meteo sicuro, soprattutto in alta quota. Avere cartina, bussola o Gps e saperli usare. Con questa tecnologia ad esempio quando hai fatto la traccia in salita, se poi il tempo diventa brutto, non è più un problema trovare la via per scendere. E se la passione è veramente forte si può frequentare una scuola di alpinismo. Per quanto riguarda le situazioni di whiteout (la particolare situazione di cattivo tempo in cui tutto diventa bianco ed è impossibile orientarsi), personalmente io porto sempre delle bandierine che pianto lungo il percorso in salita così da ritrovare facilmente la strada quando scendo con il cattivo tempo".

Cosa può essere successo sul Monte Rosa?

"Il punto dove sono rimaste bloccate le ragazze si trova su un altopiano di neve e ghiaccio molto vasto, a ridosso della Piramide Vincent. In condizioni di ‘whiteout’ in molti si perdono lì. Sabato c’era vento forte in quota e a quattromila metri la temperatura è scesa presto attorno ai -10 e purtroppo è arrivato il cattivo tempo".

Lenti spiega così le particolari condizioni che si sono verificate le scorse ore sul massiccio con il ghiacciaio della Piramide Vincent che si è trasformato in una trappola per le due ragazze piemontesi. Quando si sono accorte di essersi perse, avevano lanciato subito l’allarme. L’elicottero era riuscito a raggiungerle, purtroppo le nuvole si sono chiuse immediatamente e non è stato possibile recuperarle. Hanno cercato riparo dentro un crepaccio e sono state lì ad aspettare i soccorsi ma quando le squadre da terra le hanno raggiunte era troppo tardi.

Quali difficoltà si incontrano?

"Quello che porta alla Vincent non è un itinerario particolarmente complicato – continua Lenti –. Non c’è da arrampicare, non ci sono tratti esposti. Insomma si tratta di un percorso che non presenta particolari difficoltà ma essendo un ghiacciaio molto vasto, con il cattivo tempo, diventa difficile orientarsi e ci si trova a quattromila metri".

Erano così imprevedibili le condizione meteo?

"Sicuramente si sapeva che sarebbero arrivati i temporali e le condizioni non erano ottimali per andare in alta quota. Attorno alle 14 si stava già annuvolando".