I segreti della scimmia clonata. "Grazie al primate più longevo studiamo le malattie degli umani"

Il genetista Redi: "La tecnica perfezionata ci permette di indagare meglio anche le cause dell’infertilità. Bambini creati in laboratorio? Una fantasia priva di senso. Lasciamola agli scrittori di fantascienza" . .

ReTro è il primo clone di una scimmia, un macaco rhesus vissuto per oltre due anni in buona salute (Ansa)
ReTro è il primo clone di una scimmia, un macaco rhesus vissuto per oltre due anni in buona salute (Ansa)

Roma, 29 gennaio 2024 – In principio fu la pecora Dolly, clonata nel ‘96 al Roslin Institute di Edimburgo dall’equipe di Ian Wilmut, partendo da una cellula di tessuto mammario. Prima di lei – così chiamata in onore della star super maggiorata americana Dolly Parton – la tecnica aveva funzionato su esemplari di altre specie, tra cui insetti e rane. Ma l’esperimento scozzese, trattandosi del primo mammifero clonato, accese un fervente dibattito sulla complessa relazione tra bioetica e progresso scientifico. A quasi tre decenni di distanza, una svolta ulteriore arriva dalla Cina. La nascita di ReTro – primo clone di macaco rhesus vivo da oltre due anni e in buona salute – apre allo studio dei meccanismi responsabili di numerose malattie e al trattamento dell’infertilità. "ReTro è stato ottenuto con una tecnica più sofisticata – spiega il genetista Carlo Alberto Redi, già Ordinario di zoologia all’Università di Pavia e corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei –. Siamo di fronte a una tappa fondamentale della medicina rigenerativa".

Professore, cosa si intende per clonazione?

"La riproduzione geneticamente identica di un individuo, che in natura si verifica talvolta in modo spontaneo, nel caso dei gemelli monozigoti. Quando viene eseguita in laboratorio, il biologo sostituisce il nucleo di un ovulo non fecondato con quello di una cellula del corpo, detta somatica, in modo da ottenere un embrione, che viene impiantato nell’utero di una madre surrogata dove si sviluppa fino alla nascita. Sottolineo che le possibilità di successo sono bassissime: mediamente su 100 cloni impiantati soltanto tre terminano lo sviluppo".

ReTro è nato grazie a una tecnica nuova

"Finora era stato difficile ottenere cloni di scimmia in grado di sopravvivere. I ricercatori cinesi hanno individuato nella placenta il punto debole dell’esperimento e per questo, dopo aver clonato l’embrione hanno aggiunto un passaggio, coinvolgendo il trofoblasto, tessuto cellulare che serve a nutrire l’embrione, consentendo allo stesso di svilupparsi in una placenta sana. Una metodologia che renderà più semplice replicare i primati in futuro".

Perché la clonazione delle scimmie è così importante?

"I primati rappresentano un modello importantissimo per la biologia e la medicina, fondamentale per perseverare nello studio e nel progresso del trattamento di tanti disturbi".

Quali sono le conseguenze più importanti di questi studi in campo medico?

"Vanno dalla comprensione dei meccanismi dell’infertilità alla loro risoluzione, allo studio e al trattamento di diverse malattie, tra cui i tumori del sangue, il Parkinson e di alcune patologie rare, come quella che affligge i “bambini farfalla”. L’evoluzione delle tecniche può contribuire anche alla salvaguardia degli animali in via di estinzione. La clonazione sta alla base della medicina rigenerativa, altamente personalizzata: i medici del futuro potrebbero arrivare a sostituire le cellule “malate” con cellule sane, create in laboratorio dal biologo. Purtroppo la legge, vieta di progredire in questo iter per timori di natura bioetica. Credo invece che un dibattito sarebbe a questo punto opportuno, considerate le ricadute benefiche sull’uomo".

C’è chi profetizza conseguenze estreme di tali esperimenti, agitando lo spettro della clonazione umana

"Ma per carità... Confiniamo tali derive alla fantasia degli scrittori di fantascienza o ai bizzarri annunci dei Raeliani. Nessuno sulla Terra può ragionevolmente pensare di usare questa metodologia per clonare un essere umano. I cloni riprodotti in laboratorio non vivono a lungo, spesso presentano anomalie fisiche e problemi di salute. Le sembra sensato pensare a una riproduzione fatta in questo modo? È invece fondamentale distinguere la tecnica, che andrebbe utilizzata e non proibita, dal suo prodotto".

Cosa è attualmente consentito nel nostro Paese?

"Tralasciando le staminali che meritano un discorso a parte, sono legalmente ammessi soltanto gli esperimenti di clonazione animale. La legge 40 del 2004 vieta la sperimentazione sugli embrioni umani e la clonazione mediante trasferimento di nucleo o scissione. Chi trasgredisce rischia fino a dieci anni di carcere e l’interdizione dai pubblici uffici".

Qual è in definitiva la prospettiva di tali ricerche?

"Lo scenario ha chiaramente a che fare con la medicina rigenerativa, con la possibilità di avere a disposizione cellule staminali da utilizzare per ottenere organi in miniatura o trovare nuove terapie".