Mercoledì 24 Luglio 2024
GIULIA PROSPERETTI
Cronaca

I progressi medici. Nuove cure anti sclerosi. La speranza dalle staminali

Al via a Roma gli studi clinici sul trattamento con cellule cerebrali embrionali. Le possibilità dei trapianti. Il ministro Schillaci: "L’Italia è all’avanguardia".

I progressi medici. Nuove cure anti sclerosi. La speranza dalle staminali

I progressi medici. Nuove cure anti sclerosi. La speranza dalle staminali

Dieci milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi. È il numero di trapianti di cellule cerebrali prodotte da staminali cerebrali umane eseguibili a partire da un unico donatore. E l’Italia, in prima linea nella ricerca grazie alla realizzazione di una banca di cellule staminali cerebrali umane per uso clinico presso l’ISBReMIT, l’Istituto di Medicina Rigenerativa di San Giovanni Rotondo, già dal 2016 ha prodotto e bancato un numero di cellule sufficienti a trapiantare tutta la popolazione umana. È in tale scenario che si aprono due nuove prospettive di trattamento per la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e la sclerosi multipla (Sm).

Sebbene il percorso verso una cura appaia ancora lungo e non privo di ostacoli, una speranza arriva dai promettenti risultati degli studi, coordinati dal gruppo di Medicina traslazionale di Angelo Vescovi e Letizia Mazzini dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietralcina, presentati ieri a Roma, presso la sede della Pontifica Accademia per la Vita alla presenza del ministro della Salute, Orazio Schillaci: un trial clinico di Fase 1 per la Sm secondaria progressiva e il recente inizio della sperimentazione di fase 2 per la Sla. Progetti realizzati in collaborazione con Revert Onlus, di cui Vescovi è fondatore.

L’obiettivo è usare le cellule cerebrali staminali embrionali – ottenute a partire da soli sei feti, frutto di aborti spontanei, e rese stabili, coltivate e conservate – come fossero un farmaco, attraverso l’iniezione con particolari aghi mobili. Il trapianto intracerebrale di cellule staminali cerebrali agisce bloccando i processi di morte cellulare e normalizzando il quadro fisiopatologico dei pazienti mediante il rilascio di sostanze trofiche – prodotte dall’organismo e in grado di garantire la sopravvivenza delle cellule e anche di stimolarne la crescita – e antinfiammatorie.

Per quanto riguarda lo studio sulla terapia per la Sla, a gennaio è iniziato il reclutamento dei pazienti per la sperimentazione clinica di fase 2, con le stesse cellule. Sotto la direzione di Mazzini, tra marzo e maggio, il team ospedaliero di Leonardo Gorgoglione e Giuseppe d’Orsi ha trapiantato due pazienti e il terzo intervento si terrà a luglio.

Risultati incoraggianti arrivano anche dalla sperimentazione per il trattamento della sclerosi multipla. Concluso un trial clinico di fase 1, il team guidato da Vescovi sta mettendo a punto il protocollo che verrà sottoposto ad Aifa per ottenere le autorizzazioni necessarie per dare inizio alla seconda fase. Tra i 15 pazienti sottoposti al trapianto di staminali nei successivi 12 mesi non sono stati riscontrati decessi o eventi avversi gravi dovuti al trattamento e gli effetti collaterali sono stati modesti, temporanei o comunque reversibili.