I carabinieri controllano il Tir in cui si nascondevano i profughi afgani
I carabinieri controllano il Tir in cui si nascondevano i profughi afgani
di Antonio Caccamo Rannicchiati tra gli pneumatici nel cassone di un Tir. Hanno viaggiato così per 4 giorni i sei ragazzi afghani soccorsi dai carabinieri nella zona industriale di Caponago, dove il mezzo pesante si era fermato per scaricare il carico di gomme per auto. Erano magri, malnutriti, provati dal lungo viaggio. Hanno raccontato di essere partiti dall’Afghanistan 8 mesi fa e attraverso mille peripezie arrivati in Serbia, seguendo la rotta balcanica, per finire nel campo profughi di...

di Antonio Caccamo

Rannicchiati tra gli pneumatici nel cassone di un Tir. Hanno viaggiato così per 4 giorni i sei ragazzi afghani soccorsi dai carabinieri nella zona industriale di Caponago, dove il mezzo pesante si era fermato per scaricare il carico di gomme per auto. Erano magri, malnutriti, provati dal lungo viaggio. Hanno raccontato di essere partiti dall’Afghanistan 8 mesi fa e attraverso mille peripezie arrivati in Serbia, seguendo la rotta balcanica, per finire nel campo profughi di Bogovadja, un villaggio a 70 chilometri da Belgrado. Da lì, non si sa come, sono riusciti a nascondersi nel rimorchio di un autoarticolato partito il pomeriggio del 25 gennaio da una fabbrica di pneumatici serba.

Giovedì scorso i carabinieri della Compagnia di Vimercate sono stati chiamati da un camionista macedone che, in procinto di scaricare le gomme, ha sentito delle voci dentro il cassone. I militari hanno aperto il portellone, trovandosi faccia a faccia con un giovane. Lo stesso che in un inglese stentato ha spiegato che nascosti tra gli pneumatici erano in sei, tutti di nazionalità afghana: 2 ventenni e altri 4 dai 14 ai 16 anni, di cui 3 fratelli. I militari li hanno aiutati a scendere e hanno atteso quasi 3 ore che il mezzo pesante fosse svuotato, per accertarsi che non vi fossero altre persone a bordo ferite o intrappolate. I profughi sono stati accompagnati nella caserma della Compagnia di Vimercate, dove sono stati visitati dai sanitari del 118. Grazie a un interprete hanno potuto raccontare il loro lungo viaggio.

Nei loro zaini avevano i tesserini plastificati del campo profughi serbo. Croce rossa e volontari della protezione civile li hanno rifocillati e fornito loro brandine, coperte, acqua, the caldo. L’indomani secondo le leggi dello Stato italiano i due maggiorenni sono stati accompagnati dai carabinieri in una struttura di accoglienza inserita nel progetto Sprar. Mentre per i 4 minori è stata attivata la procedura tramite il Tribunale per i Minorenni di Milano poiché "non accompagnati", sono stati portati in case di accoglienza.

Ora i carabinieri cercheranno di chiarire come e quando i profughi siano riusciti a mischiarsi al carico di un tir di una ditta di pneumatici in Serbia. Non è la prima volta che dei giovani vengono trovati rinchiusi dentro camion che si muovono sulle strade che dall’Oriente portano in Europa. Due anni fa, il5 febbraio 2019, 4 minori afghani sono stati scoperti all’interno del rimorchio di un camion proveniente dalla Croazia, fermo nell’area Dogane di Concorezzo.