di Ettore Maria Colombo Per il segretario Pd, Enrico Letta, è "un pugno nello stomaco". Per il leader leghista, Matteo Salvini, "non è giustizia". Per Giorgia Meloni (Fd’I) "è un affronto per le vittime". Sulla stessa linea anche M5s e Forza Italia. La classe politica italiana, per una volta compatta, reagisce con indignazione alla scarcerazione dell’ex boss della mafia, Giovanni Brusca. Fedelissimo del capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, prima di diventare un collaboratore di giustizia ammettendo il suo ruolo nella strage di Capaci e nell’uccisione del piccolo...

di Ettore Maria Colombo

Per il segretario Pd, Enrico Letta, è "un pugno nello stomaco". Per il leader leghista, Matteo Salvini, "non è giustizia". Per Giorgia Meloni (Fd’I) "è un affronto per le vittime". Sulla stessa linea anche M5s e Forza Italia. La classe politica italiana, per una volta compatta, reagisce con indignazione alla scarcerazione dell’ex boss della mafia, Giovanni Brusca. Fedelissimo del capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, prima di diventare un collaboratore di giustizia ammettendo il suo ruolo nella strage di Capaci e nell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, Brusca l’altro ieri ha lasciato il carcere romano di Rebibbia, dopo 25 anni, per fine pena.

E mentre i familiari delle vittime riconoscono che "il fatto ci addolora, ma è la legge" (la mamma del piccolo Di Matteo aggiunge: "Rispetto le leggi, ma non posso perdonare. Mi ha ucciso il figlio con cui giocava a casa"), la scarcerazione di Brusca unisce nell’esecrazione i partiti. "È stato un pugno nello stomaco che lascia senza respiro e ti chiedi come sia possibile", commenta Letta. Salvini, a caldo, sceglie di scrivere un tweet: "Autore della strage di Capaci, assassino fra gli altri del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido perché figlio di un pentito. Dopo 25 anni di carcere, il boss mafioso Giovanni Brusca torna libero. Non è questa la ‘giustizia’ che gli Italiani si meritano". Poi, ieri, mattina, in tv, ha aggiunto: "Una schifezza. Con tutto il rispetto delle norme, ma bisogna cambiare questa legge. Brusca è una bestia che non può uscire dalla galera. Se c’è l’ergastolo a chi dovremmo darlo se non a lui?".

Incredula si dice la Meloni: "Lo ‘scannacristiani’ che ha commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti, ha fatto saltare in aria il giudice Falcone e la sua scorta e ha ordinato di strangolare e sciogliere nell’acido il piccolo Di Matteo, è tornato libero. È una notizia che lascia senza fiato e fa venire i brividi. L’idea che un personaggio del genere sia di nuovo in libertà è inaccettabile, è un affronto per le vittime, per i caduti contro la mafia e per tutti i servitori dello Stato o in prima linea. È una sconfitta per tutti, una vergogna per l’Italia".

Per il M5S si è fatta sentire la sindaca di Roma, Virginia Raggi: "Brusca libero? Non voglio crederci. È una vergogna inaccettabile". Per la vicepresidente del Senato, Paola Taverna (M5s), "la scarcerazione di Brusca riapre una ferita dolorosa per tutto il Paese. Una vergogna senza pari, un insulto alla memoria di chi è caduto per difendere lo Stato. Serve subito una nuova legge sull’ergastolo ostativo", scrive su Twitter. Via social arriva anche la reazione di Mara Carfagna, ministra per il Sud: "È un atto tecnicamente inevitabile ma moralmente impossibile da accettare. Mai più sconti di pena ai mafiosi. Oggi è un giorno triste per tutti". E, per una volta, il giorno triste accomuna tutti i partiti.