È soprattutto l’ala di Di Battista (foto) a restare sulle barricate. Nicola Morra, Danilo Toninelli e Barbara Lezzi guidano truppe bellicose: "Al premier incaricato – ha scritto l’ex ministra – direi che il M5s può donare i suoi organi e il suo cuore solo per un governo a tempo che metta in sicurezza il Recovery Plan, il piano...

È soprattutto l’ala di Di Battista (foto) a restare sulle barricate. Nicola Morra, Danilo Toninelli e Barbara Lezzi guidano truppe bellicose: "Al premier incaricato – ha scritto l’ex ministra – direi che il M5s può donare i suoi organi e il suo cuore solo per un governo a tempo che metta in sicurezza il Recovery Plan, il piano vaccinale e faccia subito il decreto da 32 miliardi che a causa di Renzi gli italiani in estrema difficoltà sono costretti ad aspettare da oltre un mese".

La linea l’ha data, ieri mattina, lo stesso Dibba in un post al veleno: "Non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia a Draghi. Non la darei in virtù di scelte, propriamente politiche, che il professor Draghi ha preso in passato da direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita del patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da governatore di Bankitalia, quando diede l’ok all’acquisto di Antonveneta da parte di Mps a un valore folle di mercato".

Ma il punto, secondo Dibba, non è neppure Draghi: "Io non potrò mai avallare un’accozzaglia al governo che potrebbe andare da Leu alla Lega, tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione, non posso accettare un assembramento parlamentare così pericoloso. Non lo posso accettare perché la stragrande maggioranza delle forze politiche che si stanno inchinando al tredicesimo apostolo non rappresenta le mie idee". E a chi lo critica per eccesso di rigore, replica: "Dicono che in politica occorra cambiare opinione e plasmarsi sulle situazioni cambiate. Sarà anche vero. Ma io non ce la faccio. Io non sosterrò mai un governo sostenuto da Forza Italia".

e.g.p.