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29 lug 2022

I nodi della Meloni "Noi garanti per Kiev" Crosetto e Tremonti nella lista dei ministri

Giorgia vuole convincere gli Usa di poter essere una presidente affidabile. Berlusconi lancia FI: "Arriveremo al 20% e allora indicherò io il premier"

29 lug 2022
ettore maria colombo
Cronaca
Giorgia Meloni, 45 anni, alla direzione nazionale di Fd’I. Sotto, La Russa (75)
Giorgia Meloni, 45 anni, alla direzione nazionale di Fd’I. Sotto, La Russa (75)
Giorgia Meloni, 45 anni, alla direzione nazionale di Fd’I. Sotto, La Russa (75)
Giorgia Meloni, 45 anni, alla direzione nazionale di Fd’I. Sotto, La Russa (75)
Giorgia Meloni, 45 anni, alla direzione nazionale di Fd’I. Sotto, La Russa (75)
Giorgia Meloni, 45 anni, alla direzione nazionale di Fd’I. Sotto, La Russa (75)

di Ettore Maria Colombo

Il centrodestra, all’apparenza, ha risolto tutti i suoi problemi. Il futuro premier, se vincerà, sarà indicato dal leader del partito che ha preso più voti. Ad occhio, Giorgia Meloni (anche se ieri sera Berlusconi in tv ha detto che "Forza Italia arriverà al 20 per cento e indicherò io il premier"). Il programma sarà scritto di comune accordo e ‘non’ dovrà contenere idee o ricette "impossibili" (mille euro ai pensionati, un milione di alberi, etc.). E già qui, soprattutto la Meloni, è preoccupata. Sa che sarà un "autunno caldo" tra crisi economica, inflazione e rincari. Per non dire delle "pressioni internazionali" con Usa, Nato e Ue.

Ieri Meloni ha riunito la Direzione nazionale di Fd’I. "Saremo garanti, senza ambiguità, della collocazione italiana e dell’assoluto sostegno all’eroica battaglia del popolo ucraino", ha detto, ribadendo la posizione atlantista. E poi, rivolta a Letta: "Ha detto che l’Italia dovrà scegliere tra lui e noi. È vero: noi vogliamo un ritorno del bipolarismo. Siamo pronti". Ma la Meloni resta, appunto, molto ‘preoccupata’.

Per questo, i futuri papabili ministri non saranno – come ripete il suo mentore Guido Crosetto – "Pippo, Pluto e Paperino", ma gente seria, stimata e dal curriculum inattaccabile. Oltre a Crosetto stesso (che nega, però, di volerlo fare), alla Difesa o allo Sviluppo Economico (dove, però, il posto è già prenotato da Giorgetti, Lega), si parla di Adolfo Urso, attuale presidente del Copasir, Giulio Terzi di Sant’Agata (Esteri, dove però potrebbe andare anche Antonio Tajani) e il solito, immarcescibile, Giulio Tremonti al Mef. E Matteo Salvini, ‘predestinato’ al ‘suo’ Viminale.

Ma se questo è il ‘futuro’, quello di una vittoria schiacciante del centrodestra, con Berlusconi che si toglierebbe lo sfizio di presiedere il Senato, le elezioni bisogna pur sempre vincerle, prima. E qui casca l’asino. La ripartizione dei 221 collegi è stata fatta, ma è un po’ finta. In teoria, le ‘quote’ sono: 98 a FDI, 70 alla Lega, 42 a FdI-Udc, 11 ai centristi. Resta un busillis. E’ in pieno corso un’opera di ‘ravvedimento operoso’ verso L’Italia al Centro (il gruppo di Toti-Marin-Quagliariello) che sembrava in via di avvicinamento a Calenda. Non foss’altro perché "sono in ballo 5 collegi della Liguria che possono fare la differenza", spiegano da Fd’I. Sarà il partito della Meloni a doversene fare carico come pure di altri alleati ‘minori’.

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