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10 mar 2022

I misteri del super yacht in Italia "È di Putin o di un oligarca russo"

La nave da 700 milioni è ormeggiata a Marina di Carrara, indaga la Finanza. Il capitano: il proprietario non è nelle blacklist

10 mar 2022
cristina lorenzi
Cronaca
Lo Scheherazade, yacht da 700 milioni di euro ormeggiato a Marina di Carrara e, pare, nella disponibilità di Putin
Lo Scheherazade, yacht da 700 milioni di euro ormeggiato a Marina di Carrara e, pare, nella disponibilità di Putin
Lo Scheherazade, yacht da 700 milioni di euro ormeggiato a Marina di Carrara e, pare, nella disponibilità di Putin
Lo Scheherazade, yacht da 700 milioni di euro ormeggiato a Marina di Carrara e, pare, nella disponibilità di Putin
Lo Scheherazade, yacht da 700 milioni di euro ormeggiato a Marina di Carrara e, pare, nella disponibilità di Putin
Lo Scheherazade, yacht da 700 milioni di euro ormeggiato a Marina di Carrara e, pare, nella disponibilità di Putin

di Cristina Lorenzi Centoquaranta metri di lusso assoluto. Costa 700 milioni di dollari e ha attirato su di sé gli occhi di forze dell’ordine e stampa mondiale. È ormeggiato nei pontili di The italian sea group a Marina di Carrara il mega yacht Scheherazade, il gioiello firmato dalla casa tedesca Lurssen, che rumor e voci vorrebbero di Vladimir Putin. All’ombra delle Apuane in realtà la notizia, fra smentite e riprese, gira da oltre un anno e si riaccende ogni volta che la nave attracca dopo charter e crociere in tutto il Mediterraneo, ma ora la crisi ucraina ha costretto a una verifica le forze dell’ordine. Il resto è top secret e contribuisce ad animare il mistero su un’oasi galleggiante che unisce glamour, tecnologia e ora anche equilibri internazionali. Molto si affanna il ceo di The Italian sea group, Giovanni Costantino, ad assicurare che "lo yacht non è di Putin, ma di un armatore russo che sta regolarmente pagando e che nulla ha a che fare con la blacklist dei cento oligarchi vicini al presidente russo". Addirittura pare che l’armatore si sia affrettato a pagare il suo acconto per garantire che il maquillage prosegua secondo il cronoprogramma stabilito per consentire alla nave di solcare i mari la prossima stagione estiva. Lo yacht, pur essendo sotto il monitor della Guardia di finanza, non è stato sequestrato e continua il suo refitting sulle banchine di Costantino. Come da protocollo il comandante inglese Guy Bennet-Pearce ha consegnato tutta la documentazione agli inquirenti che non si sbottonano, certo è che la nave è stata passata al setaccio dalla Guardia di finanza ma non è stata sequestrata. Sono in corso gli accertamenti delle Fiamme gialle per risalire alla proprietà o alla società intestataria dello yacht, uno dei più grandi e più costosi al mondo. L’obiettivo è ...

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