"E’ il momento giusto per avere fiducia nell’Italia". Parola di Jamie Dimon, ceo dI Jp Morgan, che non ha lesinato giudizi positivi sul nostro Paese in un’intervista rilasciata in occasione dell’apertura di una nuove sede a Milano. Quella di Dimon, però, non è una posizione isolata perché la comunità finanziaria internazionale non considera più l’Italia come uni sorvegliato speciale ma come un paese da guardare con interesse per le opportunità d’investimento che offre. "Questo cambio di sentiment", spiega Carlo Benetti (nella foto in basso),...

"E’ il momento giusto per avere fiducia nell’Italia". Parola di Jamie Dimon, ceo dI Jp Morgan, che non ha lesinato giudizi positivi sul nostro Paese in un’intervista rilasciata in occasione dell’apertura di una nuove sede a Milano. Quella di Dimon, però, non è una posizione isolata perché la comunità finanziaria internazionale non considera più l’Italia come uni sorvegliato speciale ma come un paese da guardare con interesse per le opportunità d’investimento che offre. "Questo cambio di sentiment", spiega Carlo Benetti (nella foto in basso), market specialist di GAM (Italia) Sgr, "poggia le basi su tre pilastri, politici ed economici".

Quali sono?

"Innanzitutto c’è il fattore-reputazione: senza dubbio, avere una personalità stimata come Draghi alla guida del governo ci favorisce molto, soprattutto ora che in Germania c’è una fase di incertezza legata alle prossime elezioni, mentre in Francia la presidenza di Macron appare un po’ indebolita".

E gli altri due pilastri?

"Il cambiamento di narrazione che fortunatamente c’è stato sul debito. Non è un mistero che il nostro Paese sia altamente indebitato ma, finalmente, si è iniziato a fare una distinzione opportuna. Oggi si parla di debito buono che serve per gli investimenti e di debito cattivo che invece va a finanziare la spesa corrente e improduttiva. Infine, il terzo fattore, quello che tecnicamente viene definito effetto-base".

Che significa?

"Quest’anno il nostro pil aumenterà molto anche perché partiva da una base molto bassa, essendo sprofondato durante i mesi del lockdown. L’Istat stima una crescita del 4,7%, Bankitalia del 4,9%. Si tratta di un dettaglio tecnico che deve però spingerci ad approfittare della forte ripresa per portare avanti con forza gli investimenti e le riforme contenute nei piani europei del NextGenerationEU".

La fiducia in questi programmi è fondata o appare eccessiva?

"Le risorse stanziate in Europa sono più modeste rispetto agli Stati Uniti. Ma non dobbiamo ignorare due aspetti positivi del NextGenerationEU: per la prima volta, una parte degli investimenti viene finanziata con debito comune a tutti i membri dell’Unione. Inoltre, i piani di investimenti sono legati agli obiettivi e ai risultati raggiunti da ogni paese in termini di crescita".

La rinnovata fiducia nell’Italia vale anche per Piazza Affari?

"Per quel che riguarda Gam, posso dire che abbiamo sempre guardato con in interesse al mercato italiano. Le autorità di Borsa Italiana hanno fatto un ottimo lavoro per avvicinare al mercato azionario le imprese d’eccellenza del nostro Paese, a cominciare da quelle piccole e medie. E’ un processo lungo che richiede anche un cambiamento culturale tra gli imprenditori ma che ha compiuto già notevoli passi in avanti".

Andrea Telara