Gabriele

Canè

Nei paesi poveri basta un bastone di legno, uno straccio colorato e tanta fantasia. Lo sanno bene anche i bimbi di una volta dei paesi che oggi sono ricchi. Nelle terre del nord ci sono pochi abitanti e molto verde. E non c’è da meravigliarsi che in Galles la piccola Skye, che ha un nome da televisione ma legge le riviste, non sopporti i giocattoli di plastica, o meglio i gadget allegati ai giornali. Che sono appunto allegati, un di più avvolto nel cellophane, con altri mille periodici accatastati nelle edicole.

Difficile pensare che a ogni "Corriere dei piccoli" possa corrispondere un monopattino in legno. Detto questo, guai a scoraggiare una bambina con tanta sensibilità ambientale: piccole Greta crescono. Cercando però di non assecondare qualunque iniziativa per paura di essere meno green degli altri. O provando almeno a coglierne gli aspetti positivi.

Siamo tutti convinti, ad esempio, che meno plastica c’è, meglio è. Il problema di tutti i materiali, non è però la loro esistenza, ma la qualità, e poi lo smaltimento. I giochi tossici che arrivano da Oriente, sono da scaricare in Piazza Tienanmen; la plastica del Lego non crediamo abbia mai fatto male a nessuno. Per questo continuiamo a pensare che ai piccoli vadano insegnati misura ed equilibrio. Spiegando che finire sui media per una battaglia "eco", può garantire un futuro personale, ma non necessariamente un beneficio all’umanità.