Il presidente dei Cinquestelle Giuseppe Conte, 57 anni
Il presidente dei Cinquestelle Giuseppe Conte, 57 anni
di Ettore Maria Colombo ROMA Il M5S con una mano fa una cosa ‘de sinistra’ ("il Reddito di cittadinanza – dice ora - deve andare anche agli stranieri con cinque anni di residenza in Italia") e con l’altra fa una cosa ‘de destra’. "Per il Colle, dialogheremo con tutti, anche col centrodestra – spiega Conte, intervistato da Floris a ‘Di Martedì’ (la 7) – è doveroso, ma non vuol dire che voteremo il loro candidato di bandiera", cioè il Cavaliere, specifica guardingo l’ex premier. Il tutto nel giorno in cui il M5S compie una svolta radicale: la base M5S ha dato il via libera alla possibilità che anche l’ex...

di Ettore Maria Colombo

ROMA

Il M5S con una mano fa una cosa ‘de sinistra’ ("il Reddito di cittadinanza – dice ora - deve andare anche agli stranieri con cinque anni di residenza in Italia") e con l’altra fa una cosa ‘de destra’. "Per il Colle, dialogheremo con tutti, anche col centrodestra – spiega Conte, intervistato da Floris a ‘Di Martedì’ (la 7) – è doveroso, ma non vuol dire che voteremo il loro candidato di bandiera", cioè il Cavaliere, specifica guardingo l’ex premier. Il tutto nel giorno in cui il M5S compie una svolta radicale: la base M5S ha dato il via libera alla possibilità che anche l’ex Movimento, oggi un ‘partito’ a tutti gli effetti, approfitti del 2x1000 (una forma di finanziamento indiretto alla politica) con un rotondo 72% di votanti. Conte se ne compiace, anche perché la paura, in effetti, era tanta. Erano stati tanti i parlamentari pentastellati che si erano dichiarati contrari alla decisione di far cadere anche l’ultimo tabù – quello del finanziamento alla politica - di un ‘non partito’ nato per "lottare contro Casta e Partitocrazia". Ma tant’è. La sede, nuova ‘di pacca’, costa tanto, le spese salgono in modo vertiginoso, le offerte dei militanti sono sempre minori e i parlamentari (troppi) non versano quanto dovuto nelle casse. Urgeva correre ai ripari e Conte lo ha fatto. Certo, il cambio è epocale, i malumori si sovrappongono e il ‘garante’ di un Movimento che stenta a riconoscere, Beppe Grillo, era ed è rimasto silente ma non è un segreto per nessuno che fosse contrario.

A Conte, invece, il voto fa da boccata d’ossigeno: ci ha messo la faccia e il rischio che il voto on-line di ieri si trasformasse in un referendum sul nuovo corso e la sua leadership c’era tutto. Tutto fila liscio, però: a dire di sì alla proposta di aderire al 2xmille sono 24.360 iscritti su 33.967 votanti, mentre solo 9.531 (18%) sono i contrari. "Un’importante partecipazione, che rappresenta un ottimo segnale", esulta Conte, forzando, però, la mano sui dati. Alle urne virtuali si collega solo il 25,7% dei 131.760 aventi diritto. Inoltre, chi aveva espresso parere negativo alla vigilia non cambia idea dopo il voto. Come Primo Di Nicola: "Rispetto la decisione della maggioranza, ma il finanziamento della politica in Italia è e resta una ferita aperta", dice. Ma dove andranno a finire le nuove risorse? Conte spergiura che serviranno "per rafforzare l’azione politica sui territori, elaborare nuovi progetti per essere vicini ai bisogni e alle richieste delle persone, a livello nazionale e locale". E con lui si schierano i vicepresidenti, a partire dal campano Michele Gubitosa, astro nascente del M5s. Ora resta solo un ultimo tassello della storia M5S da mettere in discussione: il tetto dei due mandati. Sarà un test sulla tenuta della nuova leadership. I parlamentari se lo aspettano tutti, vecchi e nuovi. Ma Alessio Villarosa, esponente di ‘L’alternativa c’è’, ex M5s usciti contro l’appoggio a Draghi, annuncia che "nascerà un nuovo Movimento, quello vero, e lo guiderà Alessandro Di Battista". Il nome? "Su la testa", come il film western…