di Giulia Prosperetti "Devo solo comprare le catene, ma ho deciso. Domani mi incatenerò in via Margutta dinanzi alla casa d’aste Pandolfini. E lancio un ultimo appello a Lucrezia (l’attrice Lante della Rovere, ndr): non vendere i gioielli di nostra madre, i ricordi di una vita". Così Andrea Cardella Ripa di Meana – collaboratore di Marina e Carlo Ripa di Meana adottato dalla coppia una decina di anni fa, all’età di 48 anni – ha annunciato un nuovo atto della guerra tra fratelli che, dalla morte dei coniugi nel 2018, lo vede schierarsi,...

di Giulia Prosperetti

"Devo solo comprare le catene, ma ho deciso. Domani mi incatenerò in via Margutta dinanzi alla casa d’aste Pandolfini. E lancio un ultimo appello a Lucrezia (l’attrice Lante della Rovere, ndr): non vendere i gioielli di nostra madre, i ricordi di una vita". Così Andrea Cardella Ripa di Meana – collaboratore di Marina e Carlo Ripa di Meana adottato dalla coppia una decina di anni fa, all’età di 48 anni – ha annunciato un nuovo atto della guerra tra fratelli che, dalla morte dei coniugi nel 2018, lo vede schierarsi, a favor di telecamere, contro la sorellastra Lucrezia, dalla quale sembra non sia mai stato accettato.

Un bracciale a forma di fiocco in oro giallo con diamanti e una grande acquamarina, una grande spilla a colonna in oro, onice e diamanti, e ancora un bracciale scultura a forma di grande diamante in filo di acciaio. Sono alcuni dei 43 iconici lotti che il prossimo 23 giugno verranno battuti all’asta a Palazzo Ramirez-Montalvo, sede di Pandolfini a Firenze. ‘Charme e fantasia: i gioielli d’artista di Marina Ripa di Meana’, questo il nome dato dalla casa d’aste per l’evento che fa tappa a Roma per la prima esposizione dei monili volta a presentare i gioielli ai compratori in vista della vendita.

Vendita che al figlio adottivo di colei che viene ricordata come una tra le più vivaci protagoniste della vita mondana degli anni della Dolce Vita romana, proprio non va giù. "Si tratta di una protesta silenziosa ma spero efficace – ha spiegato l’uomo–. Avrò dei cartelli in cui invito Lucrezia a ripensare il suo gesto, la svendita dei gioielli appartenuti a Marina Ripa di Meana che desiderava ardentemente rimanessero alla figlia e alle nipoti". Tra i gioielli in catalogo alcuni – secondo Andrea – avevano un particolare valore affettivo. Come il ‘lotto 430’, un anello a cupola con diamanti in cristallo di rocca e dettagli in oro bianco con al centro un diamante taglio brillante, stimato dalla casa d’aste tra i 4mila e i 6mila euro. "Era l’anello di fidanzamento della madre di Marina, Vittorina – prosegue Andrea –. Lo aveva fatto rimodernare da Bulgari e regalato a Lucrezia per i suoi 50anni. ‘So che questo genere a te non piace, magari lo darai in eredità alle tue figlie’ le aveva detto". Il figlio adottivo dei Ripa di Meana cita anche il bracciale rigido di forma geometrica con diamanti firmato Schullin (lotto 422), che Carlo regalò a Marina dopo una delle quattro operazioni che fece a causa del cancro.

"Gioielli pagati centinaia di milioni di lire svenduti. Marina li conservava in una cassetta di sicurezza in banca e non avrebbe mai voluto venderli. Non so perché siano finiti all’asta. Non credo che Lucrezia – ha chiosato Andrea – ci debba pagare le bollette".